Cronaca

​«Il ponte Girevole non si aprirà più»​

I sindacati: «Taglio del 40% del personale»


«È stata un’amara sorpresa
apprendere, nel corso della riunione del 26 novembre
a Taranto, che le promesse del vertice
militare nazionale non sono state mantenute. La
nuova organizzazione di Marigenimil Taranto,
illustrata alle organizzazioni territoriali, prevede
infatti un taglio di decine di posti lavoro sia sulla
tabella organica che sul personale esistente. E
siamo solo agli inizi di quello che accadrà negli
altri enti». È la denuncia dei sindacati di categoria
in riferimento alla riorganizzazione del
personale della Marina.

«Il personale del ponte
Girevole subisce un taglio del 40%, rendendo di
fatto la struttura non più operativa, nessun funzionario
amministrativo è poi previsto nell’ufficio
personale civile in cui sono stati destinati
operai, nessun funzionario amministrativo
all’Ufficio Relazioni con il pubblico, pur obbligatorio,
non calcolati nei numeri complessivi il
nuovo servizio di vigilanza che doveva aggiungersi
all’organico esistente, e così via – si legge in
una nota firmata dai rappresentanti sindacali di
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp Difesa, Confintesa,
Confsal Unsa, Siad – Nell’evidenziare la disponibilità
del direttore di Marigenimil Taranto a
modificare la tabella organica in maniera più razionale, permane la ferità del taglio di posti
di lavoro in un territorio che ha sacrificato negli
anni vaste aree in favore della Marina militare
sottraendole ad altre attività produttive. In verità
la riorganizzazione delle Direzioni del Genio
è già avvenuta 5 anni fa quando le 6 Direzioni
generali furono scomposte in una moltitudine
di strutture secondo il principio, imposto dal
vertice militare di allora, secondo cui che ogni
ente doveva avere autonomia di risorse umane e
strumentali, in pratica chiudersi alla collaborazione
con gli altri enti, in una visone antistorica
di cui oggi registriamo il fallimento. Infatti la
nuova organizzazione nazionale ripropone il ritorno
al passato, dopo aver perduto anni, risorse
ed energie.
Da respingere è dunque l’ipotesi di
ogni riduzione di organico».

I sindacati, quindi,
proclamano lo stato di agitazione e chiedono
un incontro con il Comandante del Comando
Marittimo Sud. «Sollecitiamo le istituzioni
locali ad assumere le iniziative necessarie, ed
invitiamo le rispettive strutture nazionali ad intervenire
presso il vertice militare e politico per
impedire che il provvedimento, preannunciato
per il 1° dicembre, possa essere consumato alle
spalle della città di Taranto».

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