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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

​Taranto capitale della… Prossimità​

​Dopo Genova e Bologna, la terza edizione è in programma nel capoluogo jonico


L’anno prossimo Taranto
sarà per quattro giorni la capitale
italiana della Prossimità!
Nel capoluogo jonico, infatti, si terrà
la Biennale della Prossimità, un
grande evento nazionale che, giunto
alla terza edizione, dopo Genova
e Bologna per la prima volta sarà
organizzato nel Meridione. La terza
edizione della Biennale della Prossimità
è stata presentata stamattina in
conferenza stampa, nel Salone degli
Specchi del Municipio di Taranto;
sono intervenuti Simona Scarpati,
assessore comunale al Welfare, Francesco
Riondino, presidente del Csv
Taranto, Fabiano Marti, assessore
comunale alla Cultura, alla Pubblica
Istruzione e allo Sport, Daniele Ferrocino,
uno dei quattro co-direttori della
Biennale, e Salvatore Pulimeno di
Slow Food Puglia.

La Biennale della
Prossimità approda a Taranto dove,
dal 16 al 19 maggio 2019, è prevista
la terza edizione.
«Abbiamo scelto Taranto – ha spiegato
Daniele Ferrocino – perché è un
luogo capace di raccontare tutte le
contraddizioni del Sud: la ricchezza
dei paesaggi, della storia e della cultura
fanno da sfondo a livelli di povertà
e disoccupazione preoccupanti,
soffocati da uno sviluppo industriale
fallimentare».
«Ma nell’ultimo periodo Taranto ha
saputo reagire – ha poi detto Simona
Scarpati – ed è divenuta terreno fertile
per tante esperienze locali di partecipazione
civile e comunitaria, colma di
“casi di Prossimità”, costruiti per dare
risposte al bisogno di benessere dei
cittadini: sono esperienze che l’Amministrazione
comunale attenziona e,
laddove possibile, sostiene».

D’altronde in tutto il Paese gli esempi
di prossimità sono moltissimi:
dalle esperienze di co-housing ai
supermercati solidali, dai gruppi di
acquisto ai comitati di cittadini che
si prendono cura del territorio, dagli
spazi di comunità autogestiti dalla
cittadinanza agli orti urbani, fino
alla riqualificazione di spazi pubblici
e di immobili degradati: Le forme di
prossimità si sono sviluppate ed estese
in questi anni ed hanno ottenuto una
legittimazione culturale sempre più
solida. La Biennale della Prossimità
è il luogo dove tutte queste esperienze
possono incontrarsi, riconoscersi reciprocamente,
scambiare esperienze
e competenze, stabilire nuovi ponti
e connessioni, rafforzarsi reciprocamente
attraverso la relazione.

«La Biennale sta confermando anche
qui a Taranto di essere un grande
progetto culturale – ha sottolineato
Fabiano Marti – non solo per la varietà
dei casi, delle identità che li raccontano
e degli stili, ma soprattutto per
il lavoro scientifico che in questi anni
è stato condotto: per questo l’Amministrazione
comunale guarda con
grande interesse a questa importante
manifestazione».

«Per la Biennale della Prossimità – ha
detto Francesco Riondino – sul nostro territorio da diversi mesi è stato avviato
un percorso condiviso, promosso
anche dal Csv Taranto e dal Comune
di Taranto, che ha portato alla costituzione
di un Comitato Locale di
cui fanno parte 38 enti e 2 persone
fisiche; insieme stanno lavorando per
organizzare materialmente la Biennale
che, infatti, vuole essere un evento
largamente partecipato e condiviso».
«Per questo tutti gli attori del territorio,
come enti del terzo settore,
istituzioni, imprese e stakeholder,
devono partecipare alla Biennale della
Prossimità 2019 – ha invitato Francesco
Riondino – iscrivendosi attraverso
il sito http://prossimita.net che riporta
in home page il link per le iscrizioni
con tutte le informazioni necessarie».
Durante la procedura di iscrizione,
oltre ai dati sull’organizzazione, sono
richieste anche alcune informazioni
su quanto ciascuno vorrebbe trovare
nella Biennale e sulle iniziative che
propone di organizzare in quei giorni.
È comunque possibile iscriversi ora,
per poi approfondire meglio la propria
proposta in un secondo momento.

«La Biennale della Prossimità è un
percorso – ha poi spiegato Francesco
Riondino – che negli ultimi quattro
anni ha accompagnato e sostenuto
la progressiva emersione nel nostro
Paese della dimensione della prossimità:
gruppi di cittadini che leggono
insieme un bisogno comune, cercano
soluzioni condivise, le realizzano
mettendosi in gioco in prima persona
e le rendono accessibili ad una comunità
allargata, facendole diventare un
bene comune».
Il presidente del Csv Taranto ha poi
sottolineato che «sono esperienze
frutto di mobilitazioni collettive e
non, come erroneamente talvolta si
sente, del ritiro del welfare pubblico
e dello Stato, tanto è vero che in molte
di esse gli enti locali sono protagonisti
di primo piano, in ottica sussidiaria,
insieme ai cittadini e alle organizzazioni
di terzo settore del proprio
territorio».

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