21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

​Truffa dei terreni, otto indagati e maxi sequestro​

Sigilli della Guardia di Finanza a beni per 651mila euro


Truffa ai danni dell’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare: sequestro di
beni per 651mila euro e indagate otto
persone tra le quali quattro funzionari
pubblici.

I militari del Nucleo di polizia economico finanziaria di Taranto, guidati dal tenente colonnello Antonio
Marco Antonucci, hanno eseguito un
decreto di sequestro preventivo “per
equivalente” di beni mobili, immobili
e disponibilità finanziarie per 651mila
euro, nei confronti di due responsabili
amministrativi di un’azienda agricola
di Ginosa, di quattro funzionari pubblici e di due persone di Castellaneta
beneficiarie di erogazioni pubbliche.
Il provvedimento cautelare, emesso dal
gip del Tribunale di Taranto , Giuseppe
Tommasino, su richiesta del sostituto
procuratore Remo Epifani, è l’epilogo
di indagini eseguite dai finanzieri del
comando provinciale al termine delle
quali è stato scoperto un raggiro ai
danni dell’Ismea, che è un ente pubblico economico con sede a Roma la
cui attività consiste nel promuovere
lo sviluppo delle aziende agricole,
consentendo l’acquisto di terreni rurali
con la concessione di mutui agevolati.

In particolare è stato accertato che
l’Ismea avrebbe acquistato terreni
dalla azienda agricola di Ginosa ad un
prezzo esorbitante rispetto alle normali
valutazioni di mercato, in relazione ai rapporti di valutazione tecnica
redatti da tre funzionari dello stesso
Ente ed avallati da un funzionario
della Regione Puglia.
I terreni sarebbero stati poi ceduti a
due persone residenti a Castellaneta,
risultate poi soci della azienda agricola ginosina.

Le due persone, padre
e figlia, nel contempo, per sostenere
l’acquisto dei terreni, hanno ottenuto
dall’Ismea un finanziamento agevolato con pagamenti rateali, dei quali
è stata di fatto onorata soltanto la
prima rata. Secondo l’accusa il disegno truffaldino da parte dell’azienda
agricola di Ginosa sarebbe consistito
nel vendere terreni all’Ismea ad un
prezzo esorbitante per poi ricomprarli, a mezzo di propri soci, ad un
prezzo agevolato e con una rateizzazione che non sarebbe mai stata
onorata. Tutto con la compiacenza
di funzionari pubblici e causando
così un impoverimento delle casse
dell’Ente. Gli otto indagati rispondono di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
e falsità materiale commessa dal
privato in atto pubblico.

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