24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

Lotta al crimine: il bilancio del Procuratore capo

La conferenza di Carlo Maria Capristo e del Procuratore Aggiunto, Maurizio Carbone


Una lotta al crimine a
360 gradi.

L’attività della Procura targata 2018 ha riguardato tutti i fenomeni
criminali secondo la linea dettata dal
procuratore capo Carlo Maria Capristo
sin dal suo arrivo a Taranto, un paio di
anni fa. “Non solo Ilva e reati ambientali
riceveranno la nostra attenzione” aveva
assicurato e i dati del 2018 confermano
il nuovo corso degli uffici di via Marche. Pur mantenendo alta la guardia su
reati ambientali (141 notizie di reato),
malattie professionali e infortuni sul
lavoro (160), sono i reati contro le fasce
deboli e quelli della criminalità organizzata ad essere maggiormente “attenzionati” dall’autorità giudiziaria. Nella
tradizionale conferenza stampa di fine
anno, il procuratore capo Capristo e il
procuratore aggiunto Maurizio Carbone
hanno tracciato un bilancio del lavoro
svolto in collaborazione con le forze
dell’ordine e, per i reati più gravi, anche
con la Direzione distrettuale antimafia
di Lecce.”Si conclude anno proficuo e
colgo l’occasione per ringraziare i colleghi e soprattutto gli amministrativi,
nonostante i ranghi ridotti dei nostri
uffici”. È stato il commento di Capristo.
Tornando ai numeri resi noti, sono 186
i procedimenti avviati per usura, solo
una minima parte dei quali scaturiti da
denunce delle vittime.

“Si tratta di un
fenomeno particolarmente sentito nei
momenti di crisi economica. Purtroppo
– è stata la constatazione di Carbone –
dobbiamo registrare la quasi assenza di
denunce da parte di chi è in difficoltà.
Infatti gli episodi dei quali ci stiamo
occupando sono emersi soprattutto grazie all’attività investigativa delle forze
dell’Ordine”. Negli ultimi otto mesi la
Procura ha intensificato gli sforzi al fine
di reprimere i reati contro le fasce deboli
sia in considerazione dell’incremento
delle notizie di reato, “anche queste non
sempre frutto di denunce”, sia per il tragico epilogo di alcuni episodi. I numeri
sono preoccupanti, 416 procedimenti
per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e stalking. “Il fenomeno
è diffusissimo. Il numero di notizie di
reato – ha evidenziato Carbone – è il
più elevato di tutte le province pugliesi.
Sono in aumento le denunce ma i procedimenti sono anche il frutto di una
maggiore specializzazione delle forze
dell’ordine. C’è un pool che si occupa
di questo tipo di reati che è stato ulteriormente potenziato e lavora in sintonia
con la Procura dei minori”.

Nonostante
la classifica delle città italiane sulla
qualità della vita releghi ancora una
volta Taranto in una posizione di coda,
la terzultima, uno dei pochi aspetti
positivi rimane l’efficienza dell’azione
repressiva contro la criminalità organizzata. “La repressione dello spaccio
di stupefacenti resta una delle nostre
priorità come confermano le ultime
operazioni contro il commercio della
canapa light illegale nei pressi delle
scuole che sta avendo una risonanza
nazionale. Siamo stati contattati anche
da altre procure”.Le statistiche di maggiore rilevanza riguardano anche i reati
contro la pubblica amministrazione, 178
le notizie di reato “che contribuiscono
in misura determinante a rendere il
distretto giudiziario di Lecce uno dei
più produttivi su questo fronte, come
hanno evidenziato Cantone e Caringella
nel loro libro La corruzione spuzza”. I
fari della Procura sono rivolti in particolare “ai lavori di bonifica per l’arrivo
di cospicui finanziamenti”. Infine, la
conferenza di fine anno non poteva
non toccare le questioni delle carenze
del personale e della sede giudiziaria.

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