19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:02:28

Cronaca

Il Cardinale Parolin: L’uomo non sia in funzione del prodotto ma la produzione in funzione dell’uomo

La visita a Taranto del Segretario di Stato Vaticano


Una Concattedrale gremita in ogni ordine di posto a sedere ha accolto ieri mattina Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin segretario di Stato Vaticano, in visita a Taranto in occasione del Cinquantesimo Anniversario della visita di Sua Santità Paolo VI all’acciaieria Italsider e alla Città di Taranto nel Natale del 1968.

Erano presenti tutte le autorità civili e militari a partire dal Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco Rinaldo Melucci, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, il Prefetto Donato Giovanni Cafagna, il Questore Stanislao Schimera, il Comandante del Comando Marittimo Sud Salvatore Vitiello, una decina di sindaci dei paesi limitrofi del capoluogo ionico. Nutrita anche la compagine ecclesiastica con in testa il Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese Mons. Donato Nigro, arcivescovo di Otranto, altri 12 vescovi, tutto il clero della Diocesi e naturalmente numerosi fedeli ed una rappresentanza di operai dello stabilimento siderurgico il cui accesso è stato regolato col sistema dei pass preregistrati nei giorni precedenti per motivi di sicurezza. In apertura della Celebrazione Eucaristica Mons. Santoro, arcivescovo di Taranto ha ringraziato il Santo Padre per l’Enciclica Laudato Si sulla cura della casa comune, enciclica che percepisce l’urgenza di ricercare uno sviluppo sostenibile e integrale, come responsabile della Commissione della Conferenza Episcopale Italiana per i problemi sociali, del lavoro e della custodia del creato rinnovo ha poi rinnovato l’invito del Papa a rinnovare il dialogo sulle modalità di costruzione del pianeta dal momento che ad oggi, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri.

Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale – ha concluso Santoro sottolineando come tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità” (LS 14). Il Cardinale Parolin nel successivo discorso omiletico ha ricordato come la visita di cinquant’anni fa di S.S. Paolo VI rispondeva ad un imperativo del cuore, un imperativo di carità, quello della Chiesa che si fa vicina al mondo operaio, voleva accorciare le distanze tra mondo del lavoro e religione ma allo stesso tempo dare speranza.

Nello stesso giorno in cui si festeggia la memoria liturgica della visita di Maria a S.Elisabetta, il Cardinale Parolin è tornato domenica a Taranto per dire: “La Chiesa, attraverso i suoi Pastori, non smette di ripetere che l’uomo e la donna non devono essere in funzione del prodotto, dell’economia, ma la produzione e l’economia siano in funzione dell’uomo e della donna, guadagno e carriera non siano gli idoli, i tiranni cui sacrificare la propria dignità. La questione ambientale viene prima di quella lavorativa – ha continuato Parolin sottolineando come la questione ambientale non possa più essere procrastinata in una terrache ha già pagato un caro prezzo.

Lavoro, ambiente, salute, non possono entrare in conflitto,
non possono essere incompatibili”. Infine, quali soluzioni concrete al problema
ambientale il cardinale ha indicato sia il progresso scientifico e tecnologico
ma ha anche rivolto un monito: alla “ prudente azione di chi detiene l’onore e
l’onere dei pubblici poteri il compito di trovare strade di conciliazione, a chi ha ruoli di responsabilità, a mettere in campo tutto l’impegno, le competenze ed il cuore per fare più di quello a cui si è tenuti e che è stato già fatto: il possibile e, finanche, l’impossibile per dare a Taranto il presente ed il futuro che merita”. Parolin nella mattinata di oggi, prima di raggiungere la Concattedrale ha visitato lo stabilimento siderurgico Arcelor Mittal e le sue maestranze a cui ha ricordato le parole dell’omelia di San Paolo VI che sottolineavano la dignità del lavoratore “l’uomo vale più della macchina e della sua produzione”, richiamo ripreso da Papa Francesco il 27 maggio dello scorso anno in visita all’Ilva di Genova che diventa invito oggi a chi ha il compito di tracciare le linee d’azione aziendale “per cercare vie percorribili per il risanamento dell’azienda, di adoperarsi perché i più avanzati frutti del progresso scientifico e tecnologico vengano applicati senza indugio anche a questa grande fabbrica al fine di assicurare la salvaguardia della salute di tutti”.

Il Segretario di Stato Vaticano sabato al suo arrivo a Taranto si è subito recato al Quartiere Paolo VI, quartiere simbolo, nato negli anni dello sviluppo industriale ove è stato accolto dal Sindaco Rinaldo Melucci, da Mons. Santoro e da numerose altre autorità oltre a bambini e ragazzi che agitavano bandierine bianche e gialle. Luogo prescelto piazza Suor Maria Mazzarello, ove ha dato avvio al basamento di un monumento che sorgerà dedicato a S.Paolo VI. Subito dopo ha visitato la parrocchia San Massimiliano Kolbe per presiedere la liturgia della Parola. Qui Filippo Santoro, rivolgendosi al Segretario di Stato ha detto: “Il senso di questi due giorni che trascorreremo insieme, nel ricordo di Paolo VI è quello di rendere fruttuosa quella visita ancora oggi, dopo cinquant’anni e con umiltà dare impulso nuovo ad una profezia ancora incompiuta”.

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