17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

​Notte di Natale a Mar Piccolo con la processione del Bambinello​

Ripristinata due anni fa con successo dal parroco della cattedrale don Emanuele Ferro​


Nella notte del 24 dicembre, vigilia
di Natale, ritorna la processione notturna
a mare di Gesù Bambino, ripristinata
due anni fa con successo dal parroco
della cattedrale don Emanuele Ferro che
“vuole essere nel segno della fede, voluto
da monsignor Filippo Santoro, un atto di
unità e di amore per la nostra terra e per
il nostro mare».

Precedentemente, per diversi anni, il
Bambinello veniva portato su una zattera trascinata dai sub per Mar Piccolo e,
dopo lo sbarco, condotto solennemente
in cattedrale per la messa di mezzanotte.
La processione con la venerata immagine uscirà alle ore 22 dalla chiesa di
San Giuseppe, guidata dal parroco e
accompagnata dalle confraternite della
città vecchia e dagli equipaggi del Palio
di Taranto, al suono dalle tradizionali
musiche natalizie eseguite della banda
cittadina “Santa Cecilia”.

Si percorreranno via Garibaldi, strada Garibaldi, piazza
Fontana e via Cariati. Tanti gli abitanti
dell’Isola che, interrotti i tradizionali
giochi, si affacceranno lungo l’itinerario
per una preghiera e ascoltare la “pastorale”. L’arcivescovo sarà in attesa sulla
banchina dei pescherecci per prendere in
consegna il Bambinello. Quindi saranno
accese le fiaccole a vento distribuite ai
fedeli. Dopo un momento di raccoglimento, Gesù Bambino sarà condotto a
bordo della motonave Adria dell’Amat,
che mollerà gli ormeggi, atteso al largo
dai mezzi della Capitaneria di Porto e dei
Vigili del fuoco, dai pescherecci delle
cooperative marittime e dalle barche del
Palio di Taranto. Dopo una breve giro
per Mar Piccolo il corteo di imbarcazioni
imboccherà il Canale Navigabile per lo
sbarco alla banchina del Castello Aragonese.

Si salirà fino alla cappella di San
Leonardo dove l’arcivescovo indosserà i
paramenti per portare il Bambinello fino
alla cattedrale attraverso piazza Castello
e via Duomo, nella suggestiva cornice
delle luminarie natalizie e delle fiaccole.
In cattedrale l’arrivo della processione
sarà accolto nel silenzio. Dopo la proclamazione delle Opere di Misericordia
e la lettura della Calenda di Natale, si
intonerà il “Gloria” per dare inizio alla
celebrazione eucaristica.Ha origini lontane la partecipazione dei pescatori alla
processione del Bambinello nella notte
di Natale. Ne racconta lo studioso Alfredo Majorano, cui è intitolato il museo
etnografico a palazzo Pantaleo.

Gesù
Bambino usciva alle prime ore del giorno di Natale quando era ancora oscuro
dalla chiesa della Trinità in via Duomo
(ora demolita), atteso da una piccola
folla che man mano cresceva con il far
del giorno. Volentieri, per riscaldarsi un
po’, lungo il percorso si sostava ai bar,
che aprivano anzitempo, per assaporare
un caffè corretto da un goccio di anice.
Lungo la Marina i pescatori attendevano
il passaggio della processione alla luce
dei “frezzeliedde”: un arnese di ferro,
di forma cilindrica, con una lunga asta di legno, entro cui si accendeva legna
resinosa per rischiarare il mare durante
la pesca notturna. Chissà come doveva
essere bello quello spettacolo di luci!
Carmelo Spagnolo Rochira, nel numero
unico “U Tarandine (Natale 1931) così
descrisse poeticamente quei momenti:
“La via della Marina, avvolta in pallidi
raggi lunari, ha movimento insolito.
Le caratteristiche casette della via della Marina, che si specchiano nel mar
piccolo, hanno illuminate le finestre,
piene di gerani e di rampicanti, e sono
avvolte in una leggiera nebbia argentea
e fosforescente, come in un vel di nozze
trapunto di stelle. Mar Piccolo sembra
di latte, come nei racconti delle fate. La
sua superficie, specchio di fine cristallo,
è solcata da mille e mille fasci di luce,
che danno riflessi abbaglianti, pieni di
scintille di fuoco. Il lastricato, umido,
della strada sembra un artistico mosaico
di pietre preziose e di oro; un mosaico,
inciso sopra una gigantesca scatola di
ebano levigato e lucente. Il paesaggio
della via della Marina è un angolo di
paradiso avvolto nella luce della luna;
luce scialba di sogno, dai colori strani. I
pescatori, vestiti a festa, vegliano: seduti
sulle loro imbarcazioni, tirate a riva,
fumano, silenziosi e pazienti nelle pipe
di creta; guardano il mare, il loro mare,
pieno d’incanti; e le finestre illuminate
nell’alta notte.

Mezzanotte, i rintocchi delle campane
echeggiano ai quattro venti, mentre, come
in un vortice, girano, ripetentesi sino
allo stordimento, le note delle pastorali
di Paisiello, di Costa, di D’Ammacco:
musiche di zampogne, di violini, di piani
che accompagnano il canto appassionato
delle belle tarantine, dal profilo greco:
“Agghie nate per far’amore/Bambenijedde ruba-core,/M’è rubate ‘u core mie/
Bambenijedde amate mie…”. I pescatori
silenziosi, pieni di fede, vegliano accanto
al loro mare, ad aspettare la processione. Verso l’alba, come in una visione di
sogno, passa la processione. I pescatori,
nel silenzio assoluto, con la fronte illuminata da un raggio di luna, commossi
si inchinano. In quel silenzio, v’è tutta la
profondità della loro fede, senza confine”.

1 Commento
  1. Leonella Devalerio 2 anni ago
    Reply

    Buongiorno volevo sapere se anche questa vigilia si farà. Grazie

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