Cronaca

Causa all’Ilva. L’avv. revocato: “Colpa del Comune”


TARANTO – “Il mandato non mi è mai stato conferito, nè il Comune ha comunicato di aver provveduto alla firma dello stesso, nè tantomeno ha inteso far pervenire i documenti richiesti, revocando pretestuosamente l’incarico conferito”. Parla così l’avvocato tarantino Paolo Miraglia, revocato dal Comune dall’incarico, conferitogli nel 2010, di procedere con la richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Ilva di Taranto. Il legale, anche alla luce degli articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi, tiene a chiarire che il ritardo da parte sua nella predisposizione dell’atto di citazione per il risarcimento danni nei confronti dell’Ilva si è verificato in quanto il Comune di Taranto non ha ottemperato tempestivamente alle richieste inoltrate dall’avvocato.

Miraglia sostiene: “Va precisato che già il 2 settembre 2010, in relazione all’incarico conferitomi in data 11 agosto 2010, furono richiesti i seguenti documenti: atto di costituzione di parte civile depositato nel giudizio penale; entità del risarcimento del danno, per la determinazione della richiesta risarcitoria; copia delle sentenze e di tutti gli atti connessi ai giudizi penali di primo e secondo grado; copia conforme della sentenza della Corte di Cassazione. Tali documenti non sono a tutt’oggi stati consegnati”. L’avvocato Miraglia spiega che il 21 agosto 2012 l’atto di citazione era pronto per la notifica, ma che “prima di provvedere alla stessa era opportuno predisporre un nuovo mandato alle liti, poichè il precedente risultava firmato dall’avvocato Piera De Floriom il cui potere di firma era stato spesso contestato, sia in sede civile che in sede penale, portando sinanche alla esclusione della possibilità di costituirsi parte civile nel processo cd. Swap. Tale richiesta era stata effettuata a tutele dell’ente civile per evitare ovvie eccezioni di controparte”. Al fine di ristabilire la verità in merito alla vicenda e le effettive colpe nel ritardo l’avvocato Miraglia aggiunge: “Il mandato non è mai stato conferito al sottoscritto nè mai il Comune ha comunicato di aver provveduto alla firma dello stesso nè tantomeno ha inteso far pervenire i documenti richiesti, revocando pretestuosamente l’incarico conferito”. Ora dunque spetta al comune di Taranto provvedere alla nomina di un altro legale cui affidare la richiesta risarcitoria all’Ilva. Ulteriori sviluppi potrebbero arrivare nei prossimi giorni da Palazzo di Città. Ma anche da parte dell’avvocato Paolo Miraglia, il quale ha già in mente ulteriori iniziative, anche di tipo legali. Il legale infatti non esclude una denuncia nei confronti del sindaco Stefàno.

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