18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Cronaca

​«I parlamentari si facciano sentire»​

Trasporti e intermodalità, l’appello della Cgil


«La velocizzazione dei collegamenti tra
l’area tarantina e ionica e il capoluogo è un obiettivo
auspicabile per tutti i cittadini di Taranto e del suo hinterland. Riteniamo tuttavia che questo miglioramento
del servizio deve fare parte di una programmazione
dei trasporti del territorio provinciale, che rispetti
le peculiarità dei Comuni e la loro autonomia, ma
soprattutto la richiesta di mobilità dei tanti pendolari
che utilizzano il treno come parte di un sistema di
trasporto intermodale e sostenibile».

È quanto chiedono Cgil e Filt in riferimento al sistema
dei trasporti e all’intermodalità territoriale. «La città
di Taranto ha visto un progressivo ed inarrestabile
disinvestimento del servizio ferroviario e di quello
ad esso strettamente connesso nelle scelte industriali
del Gruppo FS degli ultimi 10 anni. Ci riferiamo in
particolare alle scelte commerciali di Trenitalia che
spesso fanno riferimento a logiche industriali non ancorate alle esigenze dei territori, ma più sciattamente a
politiche di riduzione dei costi e a studi generalizzati
su target virtuali della clientela.

La Puglia, da territorio stretto e lungo, paga conseguenze di notevole
portata, che costellano ogni giorno la cronaca delle
nostre città, e paga, oltremodo Taranto per coincidenze
mai cadenzate o integrate con il servizio di trasporti
regionali, per la carenza di treni a lunga percorrenza e
di alta velocità, disconnessione tra trasporto su rotaia
e trasporto su gomma con carenze strutturali riferite
ai bus urbani ed extraurbani».
Così in vista dell’incontro convocato a Bari il prossimo
11 gennaio, nella sede dell’assessorato ai Trasporti
in via Gentile, la Cgil di Taranto, insieme alla Filt
regionale e territoriale fanno il punto della situazione.
«Prima della pausa festiva abbiamo incontrato l’assessore ai trasporti della Regione Puglia, Giovanni
Giannini – dice Maria Teresa De Benedictis, segreteria
regionale e provinciale della Filt Cgil – e in quella occasione ci venne data massima disponibilità da parte
del componente la giunta
regionale a ridiscutere della velocizzazione
dei collegamenti e della
soppressione di alcune
fermate tarantine anche
in virtù del nuovo orario
disposto dal Gruppo FS
a partire dallo scorso 9
dicembre».
Un deja-vu che per la Cgil
tarantina non può passare
inosservato.

«Abbiamo
tanti parlamentari eletti
nel nostro collegio – dice
Paolo Peluso, segretario
provinciale della Cgil di
Taranto – chiediamo a loro, in un’ottica di maggiore
collaborazione, di farsi portavoce del dissenso che
parte da Taranto e intervenire con gli strumenti a
loro disposizione sulle scelte industriali delle Ferrovie
dello Stato che continuano a mortificare i collegamenti
con il Sud e Taranto in particolare».
La sede per la discussione del nuovo piano industriale
di FS potrebbe essere l’occasione giusta.
«Lo diremo a Giannini, e lo sottoponiamo all’attenzione di tutti i rappresentanti politici del territorio –
continua la De Benedictis – ma la linea FS non può
passare e per questo chiediamo che venga ripristinata
l’offerta commerciale sulla lunga percorrenza e si
abbiano maggiori treni per i collegamenti con Roma
e il nord (Intercity notte, freccia rossa).

Crediamo si debba intervenire anche sulla sede della
Stazione di Taranto – dice Peluso – rivitalizzando e
riportandola al ruolo di servizio che una volta svolgeva
nei confronti dei cittadini-viaggiatori. Ecco perché
sarà opportuno portare all’attenzione delle Ferrovie
dello Stato anche i servizi di assistenza a terra, sempre
più depotenziati (pulizia, decoro urbano), e gli investimenti urgenti sull’officina manutenzione rotabili
(dove si svolge la manutenzione integrata per Fse e
Trenitalia – ndr).
Infine la CGIL e la FILT riportano l’attenzione sul
potenziale inespresso del trasporto turistico.
Non conosciamo i dettagli del nuovo Piano urbano
della mobilità cittadina – commenta Maria Teresa
De Benedictis – ma la tratta ferroviaria storia della
Taranto Nasisi-Taranto Arsenale (la sua nascita risale
al 1916), continua ad essere una linea armata dal forte
interesse turistico circumnavigando tutta l’area di Mar
Piccolo.

Nell’ambito della Legge 128 del 9 agosto del
2017 quella tratta continua ad avere ancora tutto il
potenziale di una Ferrovia Turistica suscettibile anche di particolare attenzione da parte
della Fondazione Fs per la valorizzazione del
patrimonio storico e culturale dei territori.
Quella linea continua ad essere sepolta dalla
vegetazione e nulla sappiamo di certo sul suo
destino, e sui progetti di collegamento con le
ciclovie regionali già in essere».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche