Cronaca

​Delusione a 5 Stelle: Michele e Fiorella, pentiti eccellenti​

L’attore Riondino e la cantante Mannoia delusi dal Movimento


«Altro tradimento».
Forse, meglio, “alto tradimento”. Michele Riondino si sfila ufficialmente
dalla lunga lista di personaggi dello
spettacolo di fede grillina.

Lui, la fede
nel M5S l’ha smarrita. Si aspettava il
miracolo ed invece il miracolo non
c’è stato. Del “cambiamento” questo
governo ormai ha solo l’etichetta. E il
talentuoso attore tarantino, sponsor del
Movimento Cinquestelle che aveva cavalcato l’onda anti-Ilva, ora è costretto
a ricredersi. L’ultima perla sul via libera
alle ricerche di petrolio nel Mar Ionio
ha finito per trivellare ulteriormente la
credibilità del M5S, almeno in Puglia.
Lo stucchevole copione già seguito
per Ilva e Tap («colpa del governo
precedente») sembra non reggere più.
E Riondino non è disposto ad accettare
quello che a tanti appare ormai solo
come uno slogan, uguale e contrario
ai tanti slogan sui quali il M5S ha
costruito il suo successo elettorale a
queste latitudini.

«Come per la Tap e l’Ilva – dice Riondino in una intervista rilasciata a Repubblica – è sempre colpa del governo
precedente. Ma adesso al potere ci
sono loro, di cosa hanno paura, di un
ricorso al Tar?». Per l’attore di Paolo
VI non ci sono dubbi: il M5S pecca di
«incompetenza».
«Non sanno cosa vogliono – attacca –
perché molti di loro non sanno perché
sono lì».

La profezia: «Avanti così e il
Movimento farà la fine dell’Italia dei
Valori di Antonio Di Pietro. Tra Tap,
Ilva e trivelle si sono giocati la Puglia».
Già a settembre, all’indomani del passaggio di Ilva ad Arcelor Mittal, il
“giovane Montalbano” aveva sbottato
contro i parlamentari tarantini eletti col
M5S : «Si devono dimettere». Per lui
che il governo del cambiamento avesse
portato a compimento il disegno dei
governi precedenti era inaccettabile:
«Hanno appena fatto quel che abbiamo
rimproverato agli altri partiti».
Riondino non è l’unico grillino pentito.

Mattia Feltri su La Stampa elenca
altri pesonaggi da palcoscenico delusi
dal partito di Grillo, Casaleggio, Di
Maio e Dibattista: dagli attori Claudio
Santamaria e Ivano Marescotti alla
pasionaria della canzone: Fiorella
Mannoia, tifosa pentastellata che a
Taranto venne a cantare al primo
concertone dei Liberi e Pensanti, il
comitato che ha piazzato candidati e
raccolto voti per il M5S. Oggi Fiorella dice di averne le scatole piene «di
tutti quelli che sfruttano la sofferenza
umana per arricchirsi o per raccattare
voti, chiunque essi siano». Morale:
meglio eccellere come attori e cantanti
che indurre migliaia di elettori a votare per tizio o caio e poi risvegliarsi
bruscamente come disincantati profeti
delle illusioni.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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