Cronaca

​«No alle trivelle: salviamo i delfini»​

Non si fermano le polemiche dopo le ultime autorizzazioni


«Grazie al decennale lavoro di raccolta dati effettuato in mare
dalla Jonian Dolphin Conservation, in
collaborazione con il Dipartimento di
Biologia UNIBA e con il CNR-ISSIA
di Bari, da marzo scorso a Taranto
è stato avviato il percorso per l’istituzione della “Oasi Blu del Golfo di
Taranto”.

È una iniziativa che vede
come attore principale il Comune di
Taranto il quale ha istituito, dimostrando particolare lungimiranza, un tavolo
di lavoro attorno cui siedono, oltre alla
stessa Jdc, la Marina Militare Italiana, la Capitaneria di Porto, il CNR
Talassografico e l’Università di Bari.
Purtroppo, proprio nello stesso periodo
in cui sul nostro territorio sono in atto
importanti sforzi per creare questo
strumento di tutela e salvaguardia del
nostro ecosistema marino, nel resto
della Nazione si discute delle nuove
concessioni petrolifere che, producendo effetti devastanti per il Golfo di Taranto, sono sicuramente incompatibili
con le sue caratteristiche territoriali
e con il futuro ecosostenibile delle
tre regioni costiere.

“Prospettive non
Prospezioni”: ecco cosa ci vuole per
il Golfo di Taranto, la più importante
baia storica del Mediterraneo. Per
questo è necessario accelerare tutti
gli iter amministrativi per la “Oasi
Blu” dimostrando così che la città di
Taranto, la Regione Puglia e le altre
due Regioni (Basilicata e Calabria)
che si affacciano sul Golfo di Taranto,
oggi vogliono determinare il destino
dei loro territori e vogliono un futuro
“green” per i loro figli». Ad intervenire
sul tema ‘trivelle’ è Carmelo Fanizza,
presidente Jdc. #iostoconidelfiniditaranto è la campagna social del Wwf Puglia; anche per l’associazione “nuove concessioni petrolifere mettono in
pericolo il mar Jonio.

«Di Maio poteva
autorizzare o bloccare tutto con un
decreto e le aziende non avrebbero
avuto nulla da eccepire. Adesso nel
momento in cui dicono di voler bloccare le autorizzazioni precedentemente
date espongono lo Stato a dover dare
risarcimenti milionari. È irresponsabile dire adesso di voler bloccare
le autorizzazioni, bisognava farlo
prima»: lo ha detto l’ex viceministro
allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, in un’intervista a InBlu Radio,
il network delle radio cattoliche della
Cei, in merito alle trivellazioni nello
Ionio. Ad intervenire anche Giampiero
Mancarelli, segretario provinciale Pd:
«Le ultime autorizzazioni firmate dal
Mise, gestione Di Maio, sui permessi
di ricerca in mare degli idrocarburi
rappresentano l’ultima giravolta posta
in essere dall’attuale Governo.
Infatti, dopo la giravolta compiuta
su Ilva, salvata per fortuna, e su Tap,
autorizzata, arriva l’ultima decisione
in ordine di tempo che sancisce il
passaggio dalla becera propaganda
alla dura realtà».

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