23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Bloccati per ore sullo strapiombo. Paura sul treno


TARANTO – Paura e disagi sul treno Roma – Taranto. Ieri pomeriggio, intorno alle 18, il treno si é improvvisamente fermato all’altezza di Baragiano, vicino Potenza. Un incubo che si é risolto solo intorno alle 22.30. Quando i passeggeri hanno guardato fuori dal finestrino, il paesaggio non é stato dei più rassicuranti. Il treno si trovava sopra un ponte, in una valle con uno strapiombo di circa 700 metri. “Ci sono delle foglie sul tracciato, la situazione é sotto controllo”. Questa é stata la prima informazione data ai passeggeri spaventati, che dopo aver appreso il motivo della fermata hanno tirato un sospiro di sollievo. Nonostante la problematica banale, il treno non ha ripreso subito la sua marcia.

L’impazienza dei passeggeri stava aumentando fino a che non é arrivato il segnale del guasto tecnico. In poco tempo le voci si sono propagate da un vagone all’altro: al treno mancava il locomotore posteriore, utile per fronteggiare le situazioni di emergenza nei percorsi di montagna, proprio come quella di ieri. In pratica il mezzo non riusciva a salire. Si é tentata una ripartenza, ma invano. Il treno ha quindi iniziato una manovra di regressione, durata per circa 15 chilometri. “Sono stati momenti di panico – racconta un passeggero – il treno non riusciva a procedere il percorso in salita. Quando ha iniziato a procedere nel senso opposto ci siamo tutti spaventati”. Secondo il racconto dell’uomo, su quel treno c’erano all’incirca 200 tarantini. Tra i passeggeri anche bambini, anziani e invalidi. “Ho assistito a momenti di vera paura, c’erano persone che chiamavano al telefono i propri cari per metterli al corrente di quello che stava accadendo”. Il treno si é poi fermato e sono stati chiamati dei pullman per riportare a casa i passeggeri. La discesa dal treno é stata possibile solo da due carrozze, le uniche ad avere abbastanza spazio sul vicino marciapiede. Tutti i passeggeri si sono caricati dei loro bagagli per poter raggiungere i due vagoni. Paura, disagio e rabbia. In fila per poter scendere ad aspettare l’arrivo dei pullman. “Sono arrivati solo due mezzi per riaccompagnarci a casa – precisa il passeggero – ma non hanno fatto bene i conti, eravamo troppi”. Così é passato altro tempo ad aspettare, questa volta al freddo, tra i bagagli e il nervosismo generale. “La cosa più assurda di questa situazione – si sfoga l’uomo – é che abbiamo saputo da passeggeri abituati a fare quel tragitto, che non é la prima volta che succede. Solo che questa volta, a differenza delle altre, ci hanno detto che é stata rischioso, abbiamo rischiato di finire fuori binario”. Dopo i primi due pullman che si sono rivelati insufficienti per tutti i passeggeri, sono arrivati altri quattro per mettere fine alla lunga attesa. “Oltre al ritardo – conclude il passeggero – non posso accettare che si sia messo a rischio la vita delle persone. Adesso sto valutando l’ipotesi di fare una denuncia, credo sia inammissibile che queste situazioni vadano avanti, mettendo a rischio anche l’incolumità della gente. Non posso lamentarmi del personale di bordo, ma l’emergenza non é stata fronteggiata nel modo giusto. I pullman arrivati in soccorso sono stati insufficienti, solo in un secondo momento sono stati chiamati altri mezzi. Inoltre non é stata seguita una procedura per dare la precedenza agli anziani e ai bambini, che hanno dovuto aspettare fuori al freddo, senza cibo e senza acqua, come tutti gli altri passeggeri”.

Alessandra Macchitella

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