Cronaca

Traffico di droga internazionale in 21 alla sbarra


TARANTO – Blitz antidroga “Pasha: in 21 dal gup. Imputati anche sei tarantini nel processo su un traffico di stupefacenti sull’asse Taranto-Napoli. Si tratta di Cosimo e Antonello Panarelli, di trentasei e trentotto anni, Adriano Perelli, quarantatrè anni, Ivan Mancino, ventinove anni, Fabrizio Rocco, anch’egli di ventinove anni e Davide Ferrara di trentaquattro. I primi cinque hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato mentre Ferrara ha chiesto il patteggiamento. Prossima udienza il 4 febbraio per la requisitoria del pm. Il 4 marzo potrebbe arrivare il verdetto. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Fausto Soggia, Antonio Mancaniello, Andrea Silvestre, Fabio Fantastico e Pietro Putignano.

Gli altri sedici imputati sono napoletani e cittadini dell’Est Europa. Furono le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto a sgominare l’organizzazione. Le ordinanze furono eseguite al termine di indagini iniziate nel 2008 e che avevano consentito il sequestro di oltre 11 chili di hashish e di 36mila euro. Gli investigatori della Finanza individuarono più organizzazioni composte da cittadini italiani, polacchi ed ucraini dediti al traffico di hashish tra Marocco, Spagna e Italia. Dalle indagini era emersa l’esistenza di tre associazioni dedite al traffico di sostanze stupefacenti i cui elementi distintivi erano costituiti dall’esistenza del vincolo che lega i suoi membri, la professionalità del loro agire nel tempo, la condivisione degli scopi dell’organizzazione, ma soprattutto la particolare struttura organizzativa, in chiave gerarchica, tra i livelli di vertice e la base, con una chiara ripartizione tra gli associati dei compiti necessari al perseguimento dei fini illeciti. La prima organizzazione aveva come base operativa e logistica la città di Taranto. L’attività investigativa aveva permesso di rilevare che si era avvalsa di diversi canali di approvvigionamento dello stupefacente. Infatti quei canali erano stati individuati in due altre distinte associazioni (una operante in Campania ed una, internazionale, che provvedeva a far giungere lo stupefacente, dalla Spagna, in territorio italiano) che provvedevano a rifornire l’organizzazione tarantina per la successiva “distribuzione” ad altri pusher incaricati dello spaccio nel capoluogo tarantino. La seconda organizzazione aveva come base operativa e logistica tre cittadine della Campania e riforniva, senza soluzione di continuità, tra le altre, il gruppo tarantino. La terza, individuata nel prosieguo dell’attività investigativa, operava in ambito internazionale ed era composta da trafficanti italiani ed ucraini, dediti all’importazione dalla Spagna di ingenti quantitativi di hashish, attraverso autotrasportatori inseriti a pieno titolo nell’organizzazione.

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