02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

​Trivelle, ecco lo stop con un emendamento​

Verrà presentato nell’ambito del “Decreto Semplificazione”


E, dopo le feroci polemiche, arrivò l’emendamento. Il cosiddetto
“Blocca trivelle” sarà presentato nel Decreto Semplificazione. Una moratoria, con
la quale “sarà impedito il rilascio di circa
36 titoli attualmente pendenti compresi i
tre permessi rilasciati nel mar Ionio”. A
spiegarlo il sottosegretario allo Sviluppo
Economico con delega all’Energia, Davide Crippa.

Un modo per il Movimento
Cinquestelle di ‘riappacificarsi’ con la galassia No Triv.
«Si è concluso – spiega Crippa – il lavoro
del governo sull’emendamento al Decreto
Semplificazione in cui si afferma che ‘le
attività upstream non rivestono carattere
strategico e di pubblica utilità, urgenza
e indifferibilità’. Tale indicazione rientra
pienamente nel programma del Governo
del Cambiamento orientato alla decarbonizzazione, con la sostituzione di petrolio
e derivati e l’utilizzo delle fonti rinnovabili per il raggiungimento della sostenibilità
e dell’indipendenza del sistema energetico nazionale». L’emendamento «prevede
l’introduzione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (Ptesai), strumento già in programma
da tempo, e la rideterminazione di alcuni
canoni concessori.

Il Piano andrà definito e pienamente
condiviso con Regioni, Province ed Enti
Locali e individuerà le aree idonee alla
pianificazione e allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale
e quelle non idonee a tali attività. Questo
per assicurare la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e per accompagnare la transizione del sistema energetico nazionale
alla decarbonizzazione».

Aggiunge il sottosegretario: «L’emendamento prevede, a tutela di tutte le parti in causa che, fino all’approvazione del Ptesai, con un termine massimo di tre anni,
saranno sospesi i permessi di prospezione
e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi
di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. Grazie a tale moratoria,
sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli
attualmente pendenti compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio. L’emendamento verrà discusso nei prossimi giorni
in Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, Comunicazioni».
«I nostri delfini sono salvi, è un bel giorno
per l’ambiente» ha commentato il deputato pentastellato Giovanni Vianello.

«Il Mar Ionio, come l’Adriatico centro
meridionale sono da tempo nel mirino
delle compagnie petrolifere, mentre l’Italia, nonostante gli ormai acclarati disastri ambientali e climatici, continua a
privilegiare una strategia energetica basata in gran parte sui combustibili fossili» ricorda Preneste Anzolin, presidente
del circolo di Palagiano di Legambiente.
Che poi aggiunge: «In Italia ci sono già
67 le concessioni di coltivazione a mare,
mentre altre 96 richieste di prospezione,
ricerca e coltivazione sono in attesa di
autorizzazione: eppure è stato dimostrato
che, se pure venisse estratto tutto il petrolio presente sotto i nostri mari, si soddisferebbero le esigenze energetiche nazionali
per soli … 6 giorni! Allora a chi serve?
Esclusivamente alle compagnie petrolifere a cui ogni anno vengono elargiti ben
“16 miliardi di euro di sussidi annuali alle
fonti fossili”».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche