Cronaca

​«Una Oasi Blu per il nostro mare»​

Il sindaco Melucci: bene il Wwf. Lonoce: serve un vero cambiamento


«Oasi Blu ai nastri di partenza, il Comune di Taranto ringrazia il
WWF Puglia ed aderisce alla sua campagna #iostoconidelfiniditaranto”».
Così il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

«Ho già avuto modo – dice il Sindaco
Melucci – di esprimere la preoccupazione personale, che registra per altro
il sentimento di una larghissima parte
dell’opinione pubblica locale, rispetto
alla questione della ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio, spesso con metodi
che è ormai acclarato siano del tutto
dannosi per la nostra incredibile fauna
marina. L’eccezionale presenza di cetacei nel nostro mare, oltre a porci evidenti obiettivi di tutela ambientale, sta
generando da alcuni anni una economia
sostenibile, differente, che asseconda
le aspirazioni della comunità tarantina
verso un futuro non soltanto industriale,
verso un futuro fondato sulla bellezza
che la natura ci ha donato. Da questo
punto di vista, pratico, non ideologizzato o politicizzato, mi sento di approvare
in pieno il monito odierno del Wwf Puglia, salvare i delfini di Taranto equivale a salvare noi stessi, la nostra anima,
la nostra speranza di tornare un luogo
attrattivo, accogliente, umano, normale.

Per questi motivi e per l’amore ancestrale che ogni tarantino nutre verso il
mare e tutte le sue risorse, il Comune
di Taranto aderisce convintamente alla
campagna #iostoconidelfiniditaranto.
E lo fa annunciando che, dopo mesi di
intenso lavoro di concerto con altre rilevanti Istituzioni ed il mondo accademico e scientifico, siamo ormai in dirittura di arrivo per il varo dell’Oasi Blu,
che l’amico e collaboratore prof. Nicolò
Carnimeo ha pubblicamente richiamato
in questi giorni. E’ un primo passo nella
direzione della salvaguardia integrale e
della valorizzazione stabile delle nostre
colonie di delfini. Sarà un regalo alla
nostra anima».

Ad intervenire sul caso-trivelle era stato nei giorni scorsi anche il presidente
del consiglio comunale, Lucio Lonoce:
«Stupisce, ma sino a un certo punto,
che anche in questa occasione il Governo giallo-verde attribuisca le responsabilità di tutto all’esecutivo precedente.
Come avvenuto per le vicende Ilva, la
Tap e la Tav si ha l’ardire di giustificarsi
con i cittadini, e soprattutto con i propri elettori sempre più delusi, sostenendo che i “no” che avevano sbandierato
e promesso in campagna elettorale si
sono dovuti trasformare in “sì” per forza di cose. Hanno parlato di “contratti
capestro”, di “incorrere in reati” se non
avessero accettato le condizioni imposte
dagli accordi stipulati dai loro predecessori, condendo il tutto con una serie di
“vedremo”, “faremo”, “cambieremo”…
Ma governare un Paese non significa
essere dei semplici “notai”, pronti ad alzare le mani di fronte a ciò che, a loro
dire, è ineluttabile e immodificabile. Se,
come sostengono, sono stati commessi
degli errori in passato, il cambiamento
dov’è? Forse nell’aver messo in atto, ad
esempio con il caso della Banca Carige,
un atto molto simile (se non identico) a
quello che avevano duramente contestato quando erano all’opposizione? Se non
ci fosse in ballo il destino del nostro Paese, tutto ciò potrebbe tranquillamente
essere definito ridicolo».

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