Cronaca

​Ambiente Svenduto, 23 imputati chiedono di essere interrogati​

Dirigenti dello stabilimento e politici


Sono 23 gli imputati del
processo “Ambiente Svenduto” che
hanno chiesto di sottoporsi al fuoco incrociato delle domande. Come stabilito
nell’udienza del 9 gennaio, sarà seguito
l’ordine dell’elenco degli imputati,
quindi il primo ad essere esaminato
sarà l’ingegnere Luigi Capogrosso,
direttore dello stabilimento siderurgico
di Taranto fino a luglio 2012.

Rassegnò
le dimissioni circa un mese prima della
bufera giudiziaria iniziata il 26 luglio di
sette anni fa col sequestro degli impianti
dell’area a caldo e i primi arresti. Fra gli
altri hanno chiesto di essere esaminati
gli ingegneri che ricoprivano il ruolo
di capi area all’epoca dei fatti contestati, Marco Andelmi (parchi) Ivan Di
Maggio (cokerie), Angelo Cavallo (area
agglomerato) e Salvatore D’Alò (acciaierie), uno dei legali amministrativisti
dei Riva, avvocato Francesco Perli. In
considerazione dell’ordine che sarà seguito, si comincerà con gli imputati per
i reati ambientali.
Hanno deciso di essere ascoltati anche
l’ex rettore del Politecnico professor
Lorenzo Liberti, l’ex direttore generale
dell’Arpa Puglia professor Giorgio Assennato e i principali esponenti politici
finiti sotto accusa, l’ex governatore Nichi
Vendola, l’ex assessore regionale Nicola
Fratoianni, il dirigente del settore ambiente dell’epoca Antonello Antonicelli,
l’ex presidente della Provincia Gianni
Florido, l’ex assessore provinciale
all’ambiente Michele Conserva.

L’inizio degli interrogatori sembra sempre più probabile a partire dall’udienza
di martedì prossimo. Lunedì, infatti, dovrebbe esaurirsi la lista testi delle parti
civili. Fra coloro che sono stati sentiti il
9 gennaio anche Alessandro Marescotti
di Peacelink già citato in una delle prime
udienze come teste dell’accusa.

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