Cronaca

​Un patto con la politica per sostenere artigiani e piccole imprese​

L’appello della Confartigianato di Taranto


«Abbiamo bisogno di impegno, trasparenza e sviluppo
della piccola impresa: serve un patto con la politica per il rilancio
complessivo della nostra economia».

Questa la richiesta che Confartigianato rivolge al sindaco di Taranto, al presidente della Provincia ed a tutti i sindaci dei Comuni
della provincia ionica. L’obiettivo, da condividere con le istituzioni
locali, è quello di «promuovere e favorire lo sviluppo sociale ed
economico a beneficio dell’intera collettività».
«Superati gli appuntamenti elettorali, i bilanci da approvare, alcune
incertezze di stabilità politica locali e con la soluzione della questione Ilva, si è finalmente definito il quadro di governo del nostro
territorio – spiegano dalla Confartigianato di Taranto. Abbiamo
quindi di fronte il quadro istituzionale con cui poter e dover dialogare, d’ora in poi, con maggiore intensità assolvendo al nostro ruolo
di rappresentanti del mondo dell’artigianato e della piccola impresa.
Con le istituzioni locali dobbiamo condividere un obiettivo comune:
quello di promuovere e favorire lo sviluppo sociale ed economico
a beneficio dell’intera collettività».

In questo senso, Confartigianato non chiede «una salvaguardia
dell’artigianato quasi si trattasse di una specie in via di estinzione.
Proponiamo piuttosto un rovesciamento di questa idea. Restiamo infatti convinti che “l’impresa artigiana e la piccola impresa incarnino
il modello imprenditoriale del futuro” anche
nella nostra provincia.
Le aziende a cui diamo
voce sono sì un patrimonio di competenze,
conoscenze e tradizioni
ereditato dal passato,
ma costituiscono anche
una risorsa su cui dover
investire per costruire
un futuro migliore. Lo
testimonia il livello di
fiducia delle aziende
nella propria capacità
di stare sul mercato:
nell’ultima indagine
congiunturale del nostro Ufficio Studi il voto
medio è stato di 7,3 su
10. Colpisce la distanza
rispetto al voto medio
dato alla competitività
dell’Italia: appena 3,8!
Questi tre punti e mezzo
di differenza misurano
l’ampiezza della sfida
da affrontare, in modo
responsabile, assieme alle istituzioni. Occorre quindi rimboccarsi
le maniche, come evochiamo da un bel pò di tempo, per rendere più
competitivo il nostro territorio, e non solo per reggere il passo con
i territori più competitivi. Anche per far ripartire quell’“ascensore
sociale”, ora bloccato, come denuncia un numero crescente di statistiche, che per decenni ha funzionato proprio grazie all’artigianato,
alla possibilità di mettersi in proprio e di creare benessere e lavoro
per sé, per la propria famiglia e per i collaboratori dell’impresa».

«Questo – secondo Confartigianato – deve essere il momento del
dialogo, della concertazione fattiva con le istituzioni. Il corpo
intermedio del territorio, quello davvero rappresentativo delle imprese, deve assumere un ruolo strategico importante di supporto
alle scelte al lavoro delle istituzioni locali, ma si deve fare in modo
che le stesse istituzioni siano di supporto alle necessità ed alla
progettualità delle imprese. Siamo convinti che l’attività d’impresa
possa contribuire a costruire un modello di sviluppo economico
sostenibile per questa provincia. Per questo dobbiamo impegnarci
a promuovere e sostenere nuovi modi di produrre e lavorare con
iniziative che vedono gli artigiani e le piccole imprese protagonisti,
ad esempio, nella tutela dell’ambiente, nel risparmio ed efficienza
energetici, nell’economia circolare, nella riqualificazione urbana.

Questo territorio ha necessità di promuovere innovazione e aiutare
le imprese sostenibili, migliorare la salute e il benessere delle per sone, migliorare le nostre comunità, combattere
le difficoltà attraverso iniziative di cooperazione
che puntano sulla formazione professionale dei
giovani e sul modello della micro e piccola impresa. Ora è il momento decisivo per ricercare
e sostenere altri modelli di sviluppo economico
oltre la grande industria, se ne parla invano
da tanto tempo ormai, puntando su settori che
possano definitivamente affermarsi leader sul
territorio. Abbiamo bisogno di impegno, trasparenza e sviluppo della piccola impresa: un
patto con la politica per il rilancio complessivo
della nostra economia. Dobbiamo muoverci. Si
è perso del tempo, si è concluso pochino».

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