Cronaca

​«L’anno del rilancio per il territorio jonico»​

L'appello di Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto


Le tradizionali classifiche
di fine anno, stilate dai quotidiani economici Il Sole24Ore ed ItaliaOggi, sulle
città italiane dove si è vissuto meglio nel
corso del 2018, hanno ribadito il profilo
sociale, oltreché economico e produttivo
già risaputo del nostro Paese, ovvero
le due o più velocità che connotano il
Nord rispetto al Sud – a vantaggio del
primo – con l’aggravante di una sofferenza montante anche nelle Regioni del
Centro che da tempo arrancano e non
solo sul versante degli indicatori presi
a riferimento.

Il risultato è che al vertice di queste
classifiche si confermano molte province
delle regioni dell’arco alpino, mentre a
seguire ne figurano tante del Centro e
solo in coda quelle del Sud, con Brindisi, BAT, Taranto e Foggia tra le ultime
dieci.
Il contesto socio-economico del Paese
ripresenta, dunque, complessità diffuse
che sollecitano tutti ad esercitare più responsabilità per il rilancio di prospettive
e valori che possono e devono costituire
i fondamentali della corretta convivenza
civile e sociale.
Dette complessità risultano amplificate
per le Regioni meridionali e nel nostro
territorio in particolare che, comunque,
ha in sé diverse potenzialità ed eccellenze economiche e produttive.
In queste ore la Legge di Bilancio vive
fasi decisive; essa ha in gran parte disatteso le esigenze del Paese, benché
auspicabili aggiustamenti potrebbero
ancora registrarsi (Ires e non solo).

Nelle settimane scorse, abbiamo spiegato unitariamente ai cittadini, ai
lavoratori, ai pensionati in numerose
assemblee le tante priorità evidenziando
gli effettivi bisogni del Paese e di questo
territorio in particolare.
Abbiamo discusso anche con i nostri
dirigenti territoriali, vertici nazionali e
regionali di rilancio degli investimenti
pubblici e privati, che possono essere
vere e proprie leve di inclusione e di promozione sociale, con risorse aggiuntive
sui servizi, con fiscalità di sostegno e di
incentivazione all’occupazione specialmente giovanile e femminile.
Le assemblee e tutte le altre nostre iniziative, hanno lanciato un messaggio di
estrema chiarezza per la condivisione
delle proposte sindacali.

Vi è la necessità di uno sviluppo supportato strutturalmente da politiche
espansive, in grado di superare il gap
che genera disuguaglianze, aumento
della povertà, crescita della disoccupazione, in particolare quella giovanile.
Occorrono, però, politiche che mettano in atto processi redistributivi e di
coesione nel Mezzogiorno, misure che
prevedano investimenti in infrastrutture materiali, immateriali e sociali, che
spingano in direzione dell’innovazione,
della valorizzazione del turismo, di
una agricoltura moderna, della scuola,
della formazione, della ricerca, della
prevenzione, dell’ambientalizzazione,
della messa in sicurezza del territorio e
sostengano le politiche industriali e del
manifatturiero Made in Italy.
Ma, come ha ben evidenziato la nostra
segretaria Cisl Puglia, Daniela Fumarola, non può essere l’autonomia regionale
differenziata la soluzione per rilanciare
lo sviluppo economico e sociale delle
regioni meridionali o della stessa Puglia,
come qualcuno vuole farci credere.

Siamo convinti che tale processo, in
Puglia vada ripensato poiché non sarebbe assolutamente un vantaggio, al contrario alimenterebbe ancor di più il
divario Nord – Sud, in quanto i territori
regionali più ricchi, attiverebbero ancora
di più investimenti in infrastrutture,
scuole, sanità, ecc… Per questo lo Stato,
attraverso anche le manovre economiche, deve garantire e rimanere al centro
di un sistema che assicuri l’equità delle
risorse, livelli essenziali di prestazioni e
compensazione delle realtà geografiche
più deboli dove il saldo fiscale è inferiore perché inferiori sono occupazione
e salari, incentivando imprese e investitori, impegnando risorse aggiuntive
nei territori con economie svantaggiate.

Serve invece, rafforzare i principi di solidarietà, giustizia, equità, ed universalità, secondo cui ad ogni cittadino siano
garantiti gli stessi diritti in ogni parte
della penisola relativamente all’accesso
a servizi pubblici, all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza ed alla sanità.
L’atteggiamento del Governo nei confronti di Cgil Cisl Uil in questi mesi, è
stato di chiusura e la manovra economica, di fatto, scoraggia le fasce deboli,
non punta su crescita e sviluppo, lavoro
e pensioni, coesione e investimenti produttivi, né traccia in particolare nelle sue
aree più deboli, una prospettiva di forte
rilancio economico e sociale.
Per tutto questo, come divulgato in
questi giorni, sono state avviate mobilitazioni territoriali che culmineranno con
una manifestazione nazionale a gennaio
prossimo.
C’è bisogno di una Italia che costruisca
il proprio futuro su basi solide, economiche e sociali e per fare questo, come
più volte evidenziato dalla nostra Organizzazione Sindacale attraverso i vari
livelli, non si può non ripartire dalle province del Mezzogiorno, come rilevano
anche le classifiche de Il Sole24Ore e di
ItaliaOggi semmai ce ne fosse ancora bisogno! Per queste ragioni, Taranto deve
ricostituire autorevolmente, attraverso
una rete e un sistema, una rinnovata
capacità progettuale e contrattuale.

E’ in tale logica che il territorio di Taranto, con tutte le sue componenti istituzionali, parlamentari, produttive, sociali
e culturali, è ancora una volta chiamato
a sollecitare la coerenza del Governo
a non rimuovere ma a salvaguardare e
rilanciare le esperienze positive messe
in campo.
Ci preoccupa il mancato rilancio e
confronto sul Contratto Istituzionale di
Sviluppo per l’area di crisi di Taranto
(Cis) che era supportato da oltre un
miliardo di euro.
Ricordiamo che nel Cis si è stabilito il
rispetto intransigente della programmazione, della progettazione e dell’esecuzione delle opere e/o delle attività
da realizzare.
Interventi previsti, con risorse appostate, per le emergenze ambientali,
produttive e di sviluppo da affrontare
con investimenti per le bonifiche, per
la realizzazione del nuovo ospedale San
Cataldo, per l’acquisto di attrezzature
sanitarie, per opere di riqualificazione
della città vecchia, per altre di ammodernamento infrastrutturale nell’area
portuale.

Ad oggi però, fatta salva qualche dichiarazione in termini generali sui quotidiani, ci sfuggono le vere dinamiche che il
Governo vorrà attivare per corrispondere adeguatamente a queste emergenze e
priorità del territorio.
Altrettanto, non ci sono chiare le ragioni
per cui esso non intende proseguire con
lo stesso metodo, il lavoro avviato e programmato in questi anni dalla struttura
ministeriale di Missione del Cis.
Nonostante ciò, noi continueremo a
considerare prioritario per lo sviluppo
di Taranto e della sua provincia la prosecuzione del tavolo Cis.
Questo modello del “lavorare insieme”
è necessario, così come fondamentale
sarà fare squadra attraverso una unità
d’intenti sul territorio.

Il fare squadra, è stato oggetto, qualche
giorno fa, dell’autorevole e rilevante
invito alla speranza pronunciate dal segretario di Stato Vaticano il Cardinale
Pietro Parolin in occasione della sua
visita a Taranto per il 50esimo anniversario della visita di San Paolo VI, che
celebrò la santa messa della notte di
Natale all’Italsider, nel 1968.
Ripercorrendo le tappe di San Paolo VI,
la visita del Cardinale Parolin, organizzata dall’Arcivescovo S. E. Monsignor
Filippo Santoro, è stata non solo un
momento di grande valore religioso e
sociale ma ha avuto, anche, la capacità
di trasferire un messaggio tangibile di
speranza, che noi come Cisl abbiamo
fatto nostro, per una comunità che ha
necessità di coesione, di fiducia, di
lavorare insieme. Per questo riteniamo
importante sottolineare quanto detto,
tra l’altro, dal Cardinale: “…Desidero
perciò, ancora una volta, invitare tutti,
specie chi ha ruoli di responsabilità, a
mettere in campo tutto l’impegno, le
competenze ed il cuore per fare più di
quello a cui si è tenuti e che è stato già
fatto: il possibile e, finanche, l’impossibile per dare a Taranto il presente ed il
futuro che merita”.

Confidiamo tanto anche in questo appello da parte del Cardinale Parolin, per
un nuovo inizio, a partire dalle prossime
settimane con il Governo nazionale e
Regionale affinché manifestino aperture
e disponibilità ad un confronto serrato
circa le cose da fare per Taranto, ciò costituendo, per noi, valore fondamentale
di partecipazione democratica e di una
rinnovata coesione sociale.

Antonio Castellucci
Segretario generale Cisl Taranto

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