04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

Cronaca

​Due giorni a Taranto per il sottosegretario​ alla Difesa

Angelo Tofalo visita le strutture della Marina Militare


Il sottosegretario alla
Difesa Angelo Tofalo, accompagnato
dal Capo di Stato Maggiore della
Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, è da ieri lunedì 14 gennaio a
Taranto per visitare le strutture della
Marina Militare. Si tratta di una visita di due giorni (il sottosegretario si
fermerà fino al 15 gennaio) nei quali
Tofalo sarà accompagnato dagli
onorevoli Alessandra Ermellino e
Giovanni Vianello e dalla senatrice
Daniela Donno.

La visita ha lo scopo di conoscere da
vicino le realtà della Forza Armata
nella Città dei Due Mari ed incontrare il personale militare e civile in
servizio presso le eccellenze della Marina Militare deputate sia al supporto
tecnico-logistico della Squadra Navale,
quali l’Arsenale Militare e il Centro
Ospedaliero Militare, quelle destinate
alla formazione ed addestramento,
quali la Scuola Sottufficiali e il Centro
Addestramento Aeronavale, oltre che
quelle operative come le Unità Navali
ormeggiate presso la Stazione Navale
Mar Grande, il Comando sommergibili e la Stazione Aeromobili di
Grottaglie.
La visita del sottosegretario alla Difesa
è accompagnata anche da alcune polemiche sindacali.

«La visita – scrive il segretario generale
della Uil Pubblica Amministrazione,
Giuseppe Andrisano – segue quella
già effettuata dall’altro Sottosegretario
On. Volpi la scorsa estate e si inquadra
verosimilmente in un ambito esplorativo e di conoscenza delle problematiche
esistenti, dato il ruolo di ambasciatori
che è stato loro conferito dalla Ministra Elisabetta Trenta che ha mantenuto
per se la piena ed esclusiva titolarità
del Dicastero. A nulla quindi è servito
l’impegno dell’on. Alessandra Ermellino componente della Commissione
Difesa della Camera dei Deputati che
si era impegnata a sollecitare la venuta
a Taranto della stessa Ministra Trenta
in occasione dell’assemblea pubblica sulla vertenza Difesa e sul rilancio
dell’Arsenale, promossa dalle RSU
e dalle organizzaizoni sindacali il
10 dicembre scorso presso il salone
della Provincia. E nulla ha prodotto
l’impegno della stessa on. Ermellino e
del sen. Turco, componente della Commissione Bilancio del Senato, che nella
stessa assemblea si erano dichiarati a
favore di un emendamento da approvare nella legge di stabilità 2019 per
un piano straordinario di assunzioni
nella Difesa di cui non si è vista traccia nonostante le rassicurazioni della
Ministra alle organizzazioni sindacali
nazionali a seguito della mobilitazione del 20 dicembre.

Niente di nuovo
sotto il sole giallo – verde, potremmo
dire, e nessuna concreta possibilità di
interloquire con i rappresentanti del
Governo, del cosiddetto cambiamento,
a cui spiegare il rischio immanente
dell’ennesimo spreco di risorse pubbliche, circa 120 milioni di euro del piano
Brin e i 37 milioni resi dal CIS e dal
Tavolo interistituzionale per Taranto
finalizzati all’ammodernamento e adeguamento dell’Arsenale, se non si persegue immediatamente il necessario
ripianamento dei tecnici che mancano
per garantire la manutenzione pubblica
del naviglio militare».

Secondo Andrisano, «la scelta di
sopperire al personale mancante con
il personale ex militare non idoneo
al servizio militare per motivi sanitari è una follia tutta Italiana». La Uil
Pa sottolinea i temi di un eventuale
confronto, fra i quali: equilibrio dei
trattamenti economici e previdenziali
tra militari e civili, rafforzamento dei
piani di aggiornamento e di formazione del personale, urgenza di reperire
risorse per la bonifica dell’amianto,
promuovere realmente i protocolli sanitari per accertare e garantire la salute
del personale, revisione dei capitoli
di spesa per favorire il risanamento e
l’adeguamento del patrimonio infrastrutturale».
«Serve uno sforzo corale – conclude Andrisabno – di tutti gli attori
Istituzionali di questo territorio per
valorizzare le enormi potenzialità del
sistema Difesa di Taranto che dopo le
note vicende della vendita dell’Ilva si
candida a divenire il principale asset
della economia jonica».

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