Cronaca

​Medaglia d’oro a 19 avvocati​

L’Ordine degli Avvocati di Taranto ha celebrato i cinquant’anni di iscrizione all’Albo professionale


Nei giorni scorsi nell’aula magna
della facoltà di Giurisprudenza dell’università
degli Studi di Bari Aldo Moro, sede di Taranto,
l’Ordine degli Avvocati di Taranto ha celebrato
i cinquant’anni di iscrizione all’Albo professionale di 19 colleghi a cui è stata consegnata dal
presidente Vincenzo Di Maggio e dai consiglieri
dell’Ordine la “toga d’oro”, una medaglia per celebrare l’importante traguardo dei cinquant’anni
di professione forense.

Il prestigioso riconoscimento è andato agli avvocati: Roberto Barberio,
Umberto Braga, Mario Calzolaro, Giovanni
Capodiferro, Carmelo Casavola, Leonardo
Cavaliere, Tommaso D’Alessio, Nicola D’Andria, Mario De Francesco, Rosario Foti, Nicola
Gigli, Vittorio Giusti, Alberto Giusti, Salvatore
Leopardi, Arcangelo Maranò, Giuseppe Pastore, Piero Pierri, Ciro Antonio Quaranta e
Domenico Rana. Nel corso della cerimonia sono
stati consegnati altri due riconoscimenti: il premio
“Pio Picaro – deontologia e professionalità” è stato
consegnato all’avvocato Pietro Mastrangelo e il
“premio speciale del Consiglio” è andato all’avvocato Angela Mazzia, referente presso il Consiglio
nazionale forense del progetto di alternanza scuola
lavoro, “torneo della disputa – dire e contraddire”,
presentato nei giorni scorsi. I consiglieri Cristina
Gigante e Antonio Fortunato hanno consegnato
due premi particolari in ricordo di loro familiari
che hanno onorato la toga.

Il premio toga d’onore
in memoria dell’avvocato Vincenzo Giuseppe
Pozzessere, è stato consegnato dal consigliere
Gigante al giovane avvocato Roberto Ruggieri.
Il premio toga d’onore in memoria dell’avvocato
Angelo Fortunato, è stato consegnato dal consigliere Antonio Fortunato al giovane avvocato
Claudia De Giorgio. I due giovani legali hanno
conseguito la migliore votazione di merito agli
esami di abilitazione professionale per gli anni
2014/2015 e 2015/2016. Nel suo discorso, il presidente Di Maggio ha sottolineato l’importante
momento di confronto generazionale, «da un lato
i colleghi che per la prima volta indossarono la
toga nel’68-’69, gli anni incandescenti dello sbarco
lunare e degli ideali di “fuoco”, dall’altro i giovani
colleghi digitali che si apprestano ad indossare ciò
che resta di quella stessa toga.

Uno scambio solidale fra chi ha lottato per affermare valori, ideali
e diritti con il rispetto di istituzioni ed autorità e
chi ancora di più dovrà lottare per difenderli».
«Ringrazio commosso chi ha saputo negli ultimi
cinquant’anni testimoniare con la propria vita una
dedizione assoluta all’ideale della Giustizia, Il loro
esempio sia per voi il seme del vostro raccolto»
ha concluso Di Maggio rivolgendosi ai colleghi
più giovani».

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