30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

Ambiente Svenduto, un altro audio da… riascoltare

La difesa: stravolta una intercettazione dell’avv. Perli


È cominciato con uno
scontro incandescente l’esame degli
imputati nel processo “Ambiente
Svenduto”.

Terminate le audizioni
dei testi delle parti civili, nell’duienza di mercoledì 16 gennaio si
è aperto un nuovo capitolo, quello
dell’esame degli imputati che hanno
presentato richiesta di interrogatorio,
finora 23.
Il primo a presentarsi dinanzi alla
Corte d’Assise di Taranto è stato
l’avvocato Francesco Perli, iscritto
nel registro degli indagati nella fase
conclusiva dell’inchiesta, infatti fino
al 2012 partecipava alle udienze
dell’incidente probatorio sulle perizie come componente del collegio
difensivo dei Riva. Accusato di
reati ambientali in concorso con ex
proprietari e dirigenti dello stabilimento siderurgico, abuso d’ufficio e
concussione ai danni dell’ex direttore
dell’Arpa Assennato, quest’ultimo
reato in concorso anche con Nichi
Vendola, Perli ha fornito la sua versione dei fatti sulle imputazioni e
su alcune circostanze emerse dalle
intercettazioni.
A scatenare la bagarre è stato l’ascolto in aula di un audio durante l’interrogatorio.

Una frase pronunciata da
Perli, in una conversazione oggetto
di intercettazione del 27 luglio 2010,
è stata trascritta dagli investigatori
“abbiamo inquinato gli atti”. Ma
l’audio è diverso, sostiene l’imputato:
«Ho detto abbiamo impugnato gli
atti riferendomi al ricorso al Tar»
(in quel periodo l’Ilva aveva presentato ricorso contro un’ordinanza del sindaco Stefàno). Il suo legale, Raffaele Della Valle, noto soprattutto
come difensore di Enzo Tortora, fa
ascoltare l’audio in aula e chiede che
venga verbalizzato quanto si sente
chiaramente: «Non possono esserci
equivoci. Se le cose stanno come
diciamo noi questo getta un’ombra
sulle indagini».

Il collegio difensivo, compatto, si
mostra irremovibile: «È una circostanza di fondamentale importanza
da chiarire in aula e da mettere a verbale oggi, senza alcun rinvio. Poiché
è un passaggio cruciale dell’esame
dell’imputato che in questa fase si
sta difendendo. Su questo non arretreremo di un millimetro».
Sono categorici gli avvocati Pasquale
Annichiarico, Giandomenico Caiazza e Vincenzo Vozza. Fra silenzi e
imbarazzo delle altre parti processuali, la Corte d’Assise si ritira per
valutare la questione e torna in aula
con un’ordinanza in cui il presidente
Stefania D’Errico dispone «l’immediata convocazione in aula del perito
della Corte». Antonio Caforio, arriva
in poco più di un’ora e fa ascoltare
il file originale. L’audio è limpido
e, come sostenuto dalla difesa, non
lascia spazio a equivoci. Il perito
conferma: «In effetti è impugnato
non inquinato».

Come sostenuto
dalla difesa. Perli fornisce anche
una spiegazione ad una frase da lui
pronunciata che negli anni scorsi
ha avuto una notevole diffusione
mediatica: «L’Aia l’abbiamo scritta
noi al ministero». Il provvedimento,
dichiara, «è preceduto da un iter concertativo in cui varie parti, istituzionali e dell’azienda, hanno un ruolo.
Abbiamo presentato delle istanze che
sono state recepite ma questo non ha
una connotazione illecita. Inoltre – fa
presente – nella commissione ci sono
diversi esperti e anche magistrati. Il
senso di questa affermazione non è
quello che è stato attribuito».

L’esame, terminato nel tardo pomeriggio, ha confermato le divergenze
fra Ilva e vertici Arpa dell’epoca
sulla collocazione delle centraline
di controllo delle emissioni dello
stabilimento e su altre questioni
ambientali.
Non è la prima volta che a indagini
concluse e in dibattimento emergono
discrasie fra i file audio e le trascrizioni. In precedenti udienze, i difensori degli imputati hanno evidenziato
senza mezzi termini «atti creativi e
additivi» riferendosi a frasi e termini contenuti nelle trascrizioni ma
inesistenti nell’audio. Una di queste
frasi ha rappresentato un elemento
fondamentale nell’emissione del
provvedimento di custodia cautelare
in carcere nei confronti del presidente della Provincia Gianni Florido, a
maggio 2013. L’esame degli imputati proseguirà martedì prossimo
con l’esame di Luigi Capogrosso,
ex direttore dello stabilimento Ilva
nell’era Riva.

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