Cronaca

Niente Sanremo, ma Pierdavide ​Carone vince su internet​

​“Caramelle” affronta il tema drammatico della pedofilia. Bocciato dalla giuria del Festival, adesso è boom su internet ed in radio​


«Dispiaciuto che un
brano come Caramelle, che parla
di lotta alla pedofilia, sia stato
escluso da Sanremo. Un argomento molto importante, su cui, tra
l’altro, stiamo già lavorando: abbiamo diversi progetti in cantiere
col Ministero dell’Istruzione». È
intervenuto con un tweet anche il
ministro per la Famiglia, Lorenzo
Fontana, nella vicenda che coinvolge il cantautore originario di
Palagianello, Pierdavide Carone.

Il giovane songwriter della provincia di Taranto, cresciuto nella
scuola di Maria De Filippi, ha presentato insieme al gruppo dei Dear
Jack una canzone (“Caramelle”,
appunto) che la giuria guidata dal
direttore artistico Claudio Baglioni
ha ritenuto non all’altezza della
69esima edizione del Festival della
Canzone Italiana.
Solo che “Caramelle” affronta un
tema, quello della pedofilia, particolarmente sensibile. E la polemica
per l’esclusione di Carone e Dear
Jack è uscita dal binario delle canzonette per diventare un tema di
attualità, cavalcato tra gli altri da
Massimo Giletti che ha voluto far
eseguire “Caramelle” nel corso del
suo Non è l’Arena su La7, usando
il brano per una campagna antipedofilia.

«Da parte nostra non c’è stata
nessuna censura sulle canzoni
presentate, come capirete anche
ascoltando altri brani in gara che
trattano temi forti. Quella che
abbiamo stilato è sicuramente
una graduatoria opinabile, ma del
resto l’infallibilità non esiste. Mi
è costato dire di no» le parole, in
conferenza stampa, di Baglioni.
Con un suono che può ricordare
quello, ad esempio, di Ermal Meta
e di quella “Vietato Morire” che a
Sanremo ha partecipato, sfiorando
la vittoria, “Caramelle” racconta
in prima persona il dramma di un bambino di dieci anni e di una
ragazzina di quindici, Marco e
Marika, che subiscono violenza da
parte di adulti.
Proprio questo, come detto, ha fatto travalicare il caso sulle pagine
di giornali come Avvenire, con il
quotidiano dei vescovi che ha voluto ascoltare la voce del trentenne
autore palagianellese: «Certo che
sono rimasto male per l’esclusione
soprattutto perché la canzone ha
una tematica così importante da
far conoscere. Nei primi giorni c’è
stato un po’ di impeto, ma ora sono
più sereno e non voglio giudicare
le scelte del Festival. Per noi l’importante è che la canzone giri il più
possibile, perché sulla pedofilia c’è
tanta omertà, ma il problema è molto ampio e bisogna che la consapevolezza del problema arrivi a più
adolescenti possibili. Da quando
abbiamo pubblicato il brano ricevo
ogni giorno messaggi di persone
che sono state vittime di abusi e
violenza che mi ringraziano per
averne parlato. Ne sono colpito».

«Stavo iniziando una collaborazione con i Dear Jack con cui siamo
amici, e mi era nata un’altra canzone mentre vivevo delle personali
frustrazioni, mi ero sentito vittima
di una forma di abuso – ha continuato Carone ad Avvenire –. Tutti
ci sentiamo certe volte abusati, sul
lavoro, dagli amici, in famiglia. Ma
piano piano, la musica e le parole
hanno virato verso verso un lato
più oscuro e ambiguo. Quando mi è
nata la storia di Marco, l’idea degli
abusi su un bambino di 10 anni mi
ha provocato un momento di choc,
e mi sono dovuto fermare prima
di riprendere e aggiungere la triste
storia di Marika».
Ad ogni buon conto, “Caramelle”
sta avendo un ottimo riscontro di
visualizzazioni su YouTube oltre
a ‘girare’ in radio. Ognuno potrà
quindi farsi un’idea sull’esclusione
del brano dal Festival targato Baglioni, che pure si è detto attento a
tematiche sociali.

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