27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 16:59:00

Cronaca

​Il governo lancia il “decretone”​

Reddito di Cittadinanza e Quota 100 per le pensioni


Il governo scioglie le
riserve e vara il decreto sul reddito di
cittadinanza e su quota 100.

Dopo il
vertice tra il premier Giuseppe Conte
e i due vice Matteo Salvini e Luigi Di
Maio per mettere a punto gli ultimi
dettagli delle misure, il Consiglio dei
ministri ha dato via libera al provvedimento. Il reddito di cittadinanza durerà
18 mesi e riguarderà circa 5 milioni
di persone e 255.000 nuclei familiari
con disabili.
L’iter partirà ufficialmente a marzo con
la presentazione delle domande mentre
le prime card saranno utilizzabili da
aprile.
Benefici anche per le imprese che
assumono i percettori del reddito.
Queste potranno ottenere un incentivo
pari alla differenza tra 18 mensilità e
il numero di mensilità già ricevute dal
beneficiario. Per quanto riguarda il capitolo pensioni, il decretone introduce
la pensione di cittadinanza che per
chi non ha casa di proprietà sarà di
780 euro (di cui 150 come contributo
per l’affitto) e di 630 euro per i titolari
di pensione di invalidità proprietari
di un immobile.

Per le coppie di pensionati che vivono in affitto riceverà
un’integrazione per arrivare a 1.032
euro al mese.
Definita anche Quota 100 che consentirà in tre anni di accedere alla
pensione a un milione di persone con
62 anni di età e 38 anni di contributi.
La possibilità partirà da 1 aprile per
i lavoratori privati (con finestre di tre
mesi successive) e da 1 agosto per i
lavoratori pubblici con finestre successive di 6 mesi. Questi ultimi potranno
avere subito il Tfr fino a 30.000 euro.
L’assegno non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo
ma solo con redditi occasionali fino
a 5mila euro.

Tra le novità la possibilità di riscattare buchi contributivi
non obbligatori fino a 5 anni con una
detrazione del 50% quinquennale o in 60 rate.
Dall’opposizione, fa sentire la sua
voce con un post su Fb Matteo Renzi:
«Salvini, Di Maio e Conte hanno presentato il “decretone” che contiene le
misure più importanti del contratto di governo: reddito di cittadinanza
e quota 100 per le pensioni. I tre si
dicono entusiasti: “siamo passati dalle
promesse ai fatti”. Non è così. In campagna elettorale il conto delle promesse su pensioni e reddito valeva circa
90 miliardi, oggi ne hanno stanziati 9.
Che sono tantissimi soldi, ma il 10%
delle promesse. Io sono comunque
contrario a queste misure perché secondo me i soldi degli italiani vanno
messi per creare lavoro o aumentare
i salari, non per far pagare ai giovani
le pensioni anticipate o favorire chi
lavora in nero. Ma credo che sia molto
importante memorizzare ciò che i tre
ci hanno detto oggi. Perché tra qualche
mese tireremo le somme e vedremo
se il loro entusiasmo è giustificato. Da
italiano spero di sì. Da persona di buon
senso temo di no. Il Governo crede di
aver fatto un capolavoro. Segnatevi le
loro parole: boom economico, rinascimento europeo, nuovo stato sociale,
abolizione della povertà. Tenetele
bene a mente. Il tempo ci dirà chi ha
ragione».

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