Cronaca

SE PER LA REGIONE LA SANITA’ E’ SOLO PRIVATA


Apprendiamo, ancora una volta dalla stampa, che la minaccia dell’assessore regionale Michele Pelillo di salvare i soli posti letto della sanità privata tarantina è diventata realtà. Una notizia, a dire il vero, ampiamente annunciata ed attesa, considerando la sensibilità che la Regione Puglia ha sempre avuto nei confronti della sanità privata, e di quella privata tarantina in particolare. E che se non fosse stato per il terremoto giudiziario che ha travolto il San Raffaele del Monte Tabor, avrebbe portato alla realizzazione in riva alla Jonio del San Raffaele del Mediterraneo. Un progetto che da fortunato, visto che su di esso Vendola e Pelillo hanno vinto le ultime elezioni regionali, si è poi trasformato in sfortunato, anzi drammatico, con i noti fatti di fallimenti e morti che lo hanno travolto.

Oggi, il risultato è doppiamente nefasto per la nostra città e per tutto il territorio tarantino. Che ammaliato dal nuovo grande ospedale d’eccellenza, ha subìto passivamente il deturpamento della sua sanità pubblica. Solo per ricordare alcuni numeri, dal 2005 ad oggi la Regione Puglia ha sfilato a Taranto circa 250 posti letto, ha chiuso ben due ospedali, quello di Massafra e quello di Mottola, non ha consentito l’apertura del nuovo Umberto I di Mottola (soldi buttati) ed infine, passando per due piani di riordino ospedaliero, ha chiuso altri nove reparti negli ospedali rimanenti, compreso il S.S. Annunziata. Tutto questo in una realtà come la nostra, segnata da una importante emergenza ambientale e sanitaria, dove invece di chiudere bisognerebbe aprire, ed invece di tagliare aggiungere. Gli 8 milioni di euro stanziati per il centro di monitoraggio nell’ex ospedale Testa ed, oggi, anzi ieri, i 79 posti letto salvati della sanità privata, appaiono non solo un tardivo tentativo di risarcimento di chi ha la coda di paglia, ma, se mi consentite di contestualizzare il momento storico contemporaneo di piena campagna elettorale, anche e soprattutto una manovra un po’ ipocrita di recuperare il consenso perduto. Proprio a Taranto, e sulla sanità – anche quella privata – sia il presidente Vendola, recentemente assolto dall’accusa di aver favorito la nomina di un primario, sia l’assessore Pelillo, avevano fatto il pieno di voti non più tardi di un paio di anni fa. Oggi lo scenario generale e le condizioni soggettive sono molto diverse da allora. Ed anche le aspirazioni personali sono cambiate, visto che nell’orizzonte di entrambi ora c’è Roma (primarie e legge elettorale permettendo). Quello che appare immutato, invece, è la strategia per arrivarci a Roma, cavalcando ancora una volta la sanità. Privata è meglio.

MICHELE MASCELLARO

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