Cronaca

​«Manca un modello di sviluppo alternativo»​

Confcommercio chiede un incontro con i parlamentari jonici


«I sogni ancora una volta
muoiono a Roma perché le grandi attese
sembrerebbero ridimensionate: la costituenda Commissione per lo Sviluppo
di Taranto, che dovrebbe avere la sua
sede operativa nella capitale, avrà una
dotazione di appena 300 mila euro per
un triennio, davvero troppo pochi per
un’area di crisi come quella di Taranto.
Si pensi che solo per avviare un reparto
di oncologia pediatrica, con un solo specialista con contratto a termine, sono stati
impegnati 500 mila euro.

Nel 2015, il
Tavolo istituzionale permanente del Cis,
il Contratto Istituzionale di Sviluppo –
coordinato da Invitalia, sottoscrisse due
importanti obiettivi: il Concorso di idee
per Città Vecchia e il Progetto del Polo
museale dell’Arsenale. Dopo quattro
anni siamo ancora in una fase progettuale embrionale».
Confcommercio Taranto interviene nel
dibattito riguardante lo sviluppo della
città.
«Prima era il Tavolo per l’area di crisi
complessa di Taranto Cis, domani sarà
una super Commissione del Mise. Differenze alle quali riesce difficile appassionarsi. La realtà inconfutabile è che
siamo in uno stato di stand by perenne.

C’è sempre una carta in più, pronta a
rimescolare il mazzo, che impedisce di
continuare la partita. L’unica cosa certa
è che l’Ilva di Mittal è partita, seppure
tra non poche difficoltà. Il decreto semplificazioni si dice che accorcerà i tempi
delle Zes – Zona Economica Speciale
– mentre l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Cosimo Borracino, fa
sapere che per la Zes Jonica gli Uffici
della Regione sono in contatto diretto con
il Ministero e gli altri soggetti interessati
(Regione Basilicata e Autorità portuale)
per superare ogni criticità che dovesse
frapporsi. Intanto, è questa novità, a livello locale i due massimi vertici alla
guida di Comune e Provincia – sottolinea
l’associazione del commercio – messe da
parte le divergenze di qualche mese fa,
provano finalmente ad avviare un dialogo tout court sui possibili scenari di
sviluppo e di diversificazione economica
dell’area jonica, partendo dal macro
obiettivo ‘Area Vasta’, e fanno sapere
inoltre che finalmente si impegneranno
per la vertenza ‘collegamenti e trasporti’
(ferroviari e aeroportuali), per la quale da
anni si sono spese soprattutto associazioni e comitati di cittadini con il sostegno
di alcune organizzazioni di categoria e
sindacati più sensibili alle problematiche
dei trasporti. Bene, Comune e Provincia
finalmente si parlano e ragionano di concerto; a questo punto sarebbe opportuno
che questo file rouge annodasse anche la
Regione che invece sembra voler procedere per suo conto, con la Legge Speciale
per Taranto che da sola non può bastare.

Tre Enti che dovrebbero procedere assieme, lavorare in modo unitario per il
territorio, facendone sentire la voce nelle
sedi esterne, dove si assumono decisioni
spesso calate dall’alto. Taranto deve
superare quella debolezza storica che
le deriva anche dal non riuscire a dare
voce alle istanze del territorio in modo
unitario. Confcommercio ci ha provato,
sollecitando e riuscendo ad ottenere
la creazione del Distretto del Turismo
dell’area di Taranto. Poi, come da sempre
accade, anche questo percorso che ha
messo seduti attorno allo stesso tavoli i
sindaci dei comuni della provincia, si è
rallentato e stenta a decollare. Se non è
quella la strada, Confcommercio sarà la
prima ad abbandonarla, ma solo in vista
di un’alternativa valida, di un progetto
serio per il turismo che tenga conto delle
problematiche che ne ostacolano lo sviluppo (strade, collegamenti ferroviari,
aeroporto, acqua e fogna nelle località
turistiche, approdi nautici, attrattori etc.).

La risorsa mare, le produzioni agricole
e enogastronomiche, i settori più danneggiati dalla vicenda Ilva, e per i quali
nulla si è fatto in questi anni, ma anzi
siamo dinnanzi ad un disastro economico
oltre che ambientale, attendono progetti
di rilancio oltre che vane promesse di
attenzione. Il non fare, l’attendismo è il
peggiore dei danni che si possano infliggere a questo territorio. E’ una condanna
a morte, come purtroppo sta accadendo
per la mitilicoltura. Occorre, invece,
un’azione politica di più ampio respiro
che a livello locale coinvolga accanto
alle Istituzioni le varie componenti del
tessuto socio-economico, in particolare
le rappresentanze delle categorie ed i
sindacati. Mai come in questi ultimi anni
si sono avvertite le conseguenze delle
divisioni interne di un territorio, distintosi purtroppo per l’incapacità di aprirsi
al cambiamento, di rivendicare in modo
unitario l’avvio di un vero processo di rilancio economico che punti ad un diverso
modello di sviluppo basato su una reale
diversificazione economico-produttiva
impostata sugli asset mare, agricoltura,
cultura, turismo».

«Come Organizzazione rappresentativa
degli interessi delle imprese del commercio, del turismo, del mare, e dei servizi»
Confcommercio intende offrire il suo
«contributo di idee e di esperienze» e di
poter «lavorare in sinergia con le rappresentanze degli altri comparti economici
(agricoltura e artigianato) per mettere in
campo nuovi percorsi di sviluppo economico».
Su questi temi Confcommercio Taranto
intende «chiedere da subito un incontro
con i parlamentari jonici».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche