Cronaca

​Assegni di cura, da Taranto 2.330 domande​

I dati forniti dall’assessorato regionale


«La dotazione complessiva per l’annualità 2018-19
riguardante la misura degli Assegni di cura in Puglia passa dalla
dotazione storica del capitolo di 25 milioni di euro a 35 milioni
di euro, con uno sforzo finanziario importante ben superiore a
quanto richiesto dalle stesse associazioni di rappresentanza».

Così l’assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri è intervenuto per un aggiornamento complessivo dello stato dell’arte
della Misura relativa agli Assegni di cura 2018/2019, assegni
in lavorazione dal 22 novembre 2018 ad oggi, termine per la
presentazione delle domande.
Complessivamente ne sono pervenute 14.789, esclusivamente
attraverso la piattaforma informatica.
«Quest’anno crediamo sia opportuno scrivere un’altra storia (non
dimentichiamoci che lo scorso anno abbiamo dato l’assegno
ci cura al doppio delle persone che lo ricevono in Lombardia),
magari selezionando meglio le persone che hanno effettivamente
necessità e creando un ordine di priorità che veda agevolate,
accanto alla valutazione sanitaria dei medici, quelle famiglie più
bisognose già destinatarie in passato di prestazione sanitarie assegnate proprio in virtù della gravità del paziente.

E comunque mi
preme comunicare che gli uffici regionali non sono fermi, stiamo
cercando di procedere celermente e già entro la fine di questo
mese avremo una lista dei primi ammessi alla Misura, mentre
a partire da febbraio 2019 si potranno avviare le procedure di
liquidazione, del beneficio cumulato per il periodo luglio/dicembre 2018. Infine entro breve tempo il Presidente Emiliano incontrerà i direttori generali delle Asl per chiedere loro la maggiore
efficienza possibile nella redazione delle valutazioni sanitarie».
Nello specifico, le domande pervenute sono 4.217 per la Asl
Bari, 1.197 per la Asl BT, 1.293 per la Asl Brindisi, 2.897 per la
Asl Lecce, 2.855 per la Asl Foggia e 2.330 per la Asl Taranto.

In termini di incidenza relativa, rispetto alla popolazione residente, il maggior numero di domande è pervenuto dai territori
foggiano e tarantino con 4 o più domande per 1000 abitanti, a
fronte di un valore medio regionale di 3,63 domande ogni 1.000
residenti.
«La quantità complessiva delle domande pervenute – spiegano
dalla Regione – è nettamente superiore, nel complesso a quelle
pervenute lo scorso anno, ma alcuni dispositivi procedurali e
le funzionalità offerte dalla piattaforma telematica in questa
annualità, stanno riducendo di molto il lavoro che le strutture
amministrative e sanitarie delle Asl sono chiamate a svolgere.
La struttura regionale dell’Assessorato al Welfare ha provveduto,
tra il 22 novembre e la metà di dicembre: ad incontrare tutti i
Rup e i coordinatori sociosanitari delle Asl per un confronto
strutturato sul modus operandi da definire per la gestione più
efficiente possibile delle domande; ad adottare le linee guida
per l’istruttoria delle domande di Assegno di cura (A.D. n. 870
del 12 dicembre 2018).

Infatti a tutte le Asl sono già state rilasciate le domande con la prima verifica, previa cooperazione
applicativa o interrogazione mirata di altre basi dati del sistema
informativo sociale o sanitario regionale, di
quanto autocertificato dai richiedenti, con
specifico riferimento a: residenza anagrafica del richiedente o beneficiario finale e
relativo Mmg o Pls assegnato; Fruizione di
Buoni servizio per la frequenza di un centro diurno sociosanitario (artt. 60 e 60 ter).
Tutte le domande sono già state ordinate in
ordine decrescente del punteggio provvisorio attribuito sulla base delle dimensioni di
valutazione, come verificate con i dati già in
possesso del sistema regionale, in modo da
consentire a ciascuna Asl di organizzare il
lavoro interno per tutti i distretti, con specifico riferimento a: Valutazioni sanitarie sulla
condizione di gravissima non autosufficienza, da confermare, aggiornare, sviluppare
ex novo in relazione ai diversi casi, come
già indicato nell’Avviso pubblico e verifica
di veridicità su dichiarazione di titolarità di
indennità di accompagnamento (nelle more
del riscontro massivo da parte di Inps)».

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