27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

Il liceo cerca “casa”. Ma l’alternativa c’era già prima dell’estate


TARANTO – I ragazzi in aula e, fuori dalle loro finestre, impalcature e muratori all’opera. Una situazione assurda quella dell’Archita che si doveva evitare. E oggi scopriamo anche che l’alternativa c’era già prima dell’estate. E ci sarebbe stato anche tutto il tempo per trasferire le lezioni da Palazzo degli Uffici. Ad intervenire è l’ex assessore comunale alla Pubblica istruzione. Ecco cosa scrive la prof Anna Rita Lemma: “Le ragioni rappresentate dagli studenti del Liceo Archita sono di una tale evidenza che non avrebbero mai dovuto raggiungere le pagine di un giornale per essere condivise, sostenute e ascoltate. Considerato il tempo evidentemente lungo da cui la scuola ha subito uno smembramento a causa dei lavori di ristrutturazione partiti, dopo mille vicissitudini, qualche giorno fa, c’era evidentemente il tempo per pianificare una soluzione.

Credo che l’Amministrazione Comunale, pur non essendo l’Ente competente per grado di scuola, potrebbe rispondere anche prontamente alle richieste degli studenti e del corpo docente di avere una sede adeguata attraverso una razionalizzazione della propria rete. Già alla fine della scorsa consiliatura ebbi l’opportunità di verificare con alcuni docenti, preoccupati di ciò che sarebbe accaduto, se fosse stato possibile trovarne una sede non molto lontana dall’attuale; riflettemmo insieme sulla possibilità per esempio di utilizzare una delle due sedi del comprensivo “Galilei” in Città Vecchia. Tale ipotesi poteva essere molto interessante per diverse ragioni: le due sedi dello stesso comprensivo appaiono sovradimensionate; il Liceo era disponibile ad offrire, nell’ipotesi di un trasferimento, delle attività atte a potenziare il Piano di Offerta Formativa del comprensivo, trovando lì sistemazione prevalentemente il liceo musicale dell’Archita; la Città Vecchia si sarebbe arricchita di un’ulteriore presenza scolastica; la vicinanza all’Istituto “Paisiello” avrebbe consentito la definizione di un asse formativo di non poco rilievo; il quartiere antico avrebbe implementato l’opera di riqualificazione sotto il profilo scolastico, dopo l’avvio della sede universitaria. Tutto questo avrebbe potuto trovare nella fase estiva un utile periodo per pianificare i passaggi e le condivisioni necessarie. Ora il problema è esploso; certo un ipotetico spostamento richiederebbe il coinvolgimento del Galilei; la Provincia, primo Ente responsabile della rete scolastica secondaria di secondo grado, dovrebbe acquisirne la gestione manutentiva; tuttavia credo che gli aspetti positivi siano maggiori delle difficoltà”.

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