Cronaca

​La Marina nel cuore del cambiamento​

​L’ammiraglio Salvatore Vitiello racconta gli eventi di quest’ultimo anno e i progetti per il futuro​


«Per me esssere destinato a
Taranto, a dirigere il Comando Marittimo
Sud, è stato un grande regalo».
L’ammiraglio Salvatore Vitiello questo
regalo lo vive con grande partecipazione.
Uomo di mare, nato all’Isola d’Elba, in poco
più di un anno è riuscito a dare un nuovo
slancio al rapporto tra Taranto e Marina
Militare.

Tante iniziative messe in cantiere
e realizzate che, in qualche modo, hanno
consentito di superare la barriera tra mondo
civile e mondo militare.
Lo straordinario successo del Castello
Aragonese (sul nostro giornale ne abbiamo
parlato sabato 19 gennaio con l’ammiraglio Francesco Ricci, ndr) è solo l’aspetto
più eclatante del rinnovato rapporto tra Città
e Marina Militare. Ma, come dicevamo,
nell’ultimo anno le iniziative si sono moltiplicate e altre sorprese stanno per arrivare.
Il filo conduttore è uno: tenere vivo lo spirito
di collaborazione tra Taranto e Marina e,
da parte militare, dare il proprio contributo
all’auspicata rinascita della città.

«A Taranto – spiega a Buonasera l’ammiraglio Vitiello – ho trovato notevole apertura
e collaborazione da parte delle istituzioni.
Ho riscontrato grande volontà di partecipazione, anche da parte delle scuole. Voglio
ricordare, ad esempio, i 600 studenti delle
scuole della città e della provincia coinvolti
nel Trofeo del Mare. E per il 2019 avremo
una bella novità: il nuoto di fondo con la
circumnavigazione della Città Vecchia. Una
esperienza che avrà un forte valore simbolico. A proposito di attività sportive, nel 2018
abbiamo avuto le gare di canottaggio in Mar
Piccolo, grazie alla collaborazione con il
commissario per le bonifiche, Vera Corbelli.
Tutte attività, appunto, rese possibili grazie
al clima collaborativo che si è instaurato
con le altre istituzioni.

Dice l’ammiraglio:
«Abbiamo incontrato grande sensibilità
da parte del sindaco Rinaldo Melucci, ma
anche da parte della Chiesa con l’arcivescovo monsignor Filippo Santoro. Con le
scuole, poi, abbiamo aperto i percorsi di
alternanza scuola-lavoro. Vogliamo essere
protagonisti di un grande coinvolgimento
della Marina nella crescita della città». E
la città, quando viene sollecitata, riesce a
rispondere alla grande. Come è accaduto
il 20 luglio per l’apertura serale del ponte
girevole. Racconta l’ammiraglio: «Era a
Taranto la giornalista Donatella Bianchi,
di Linea Blu. Noi avevamo nave Mimbelli
in Mar Piccolo e allora abbiamo pensato di
fare qualcosa di molto suggestivo. Anche
qui, c’è stata subito grande intesa tra le
istituzioni. La risposta del pubblico è stata
meravigliosa: diecimila persone erano affacciate sul Canale per ammirare un evento
di grande impatto. Stessa emozione e stesso
spirito di collaborazione per i 60 anni del
ponte girevole. L’apertura mattutina, alle 11,
poteva essere percepita come un disagio,
invece è stata una grande festa».

All’ammiraglio Vitiello piacciono le scelte
coraggiose. Come quella di dare via libera alle riprese di “Six undergound”, lo
spettacolare action movie di Michael Bay.
Castello e ponte girevole aperti alle riprese
e, soprattutto, per ormeggiare il fantastico
Kismet, il lussuoso panfilo che per giorni
è stato autentica attrazione per i tarantini.
«Ho spiegato a Roma che l’evento era importante e che avremmo avuto un ritorno
notevole. Hanno capito e ci hanno dato il via
libera. Poi, dopo 17 anni, abbiamo celebrato
sulla rotonda del lungomare il Giuramento
Allievi Marescialli. Tutti questi eventi non
solo hanno suscitato entusiasmo ma hanno
avuto unn ritorno economico importante
per la città. A questo va aggiunto l’aspetto
professionale: attraversare il Canale, ad
esempio, è addestramento di precisione davvero raro al mondo. Pensiamo al passaggio della Cavour, altro evento vissuto
con grande partecipazione dalla città, che
ha attraversato il Canale avendo appena
otto metri di scarto laterale. Quella è stata
una grande prova della Marina Militare e
ricordiamo che la Cavour è a Taranto per
una scelta precisa: stiamo parlando di una
commessa di lavori per 70 milioni di euro».

E qui entriamo negli aspetti più propriamente lavorativi della presenza della Marina
a Taranto: «La nostra Scuola Sottufficiali
prepara l’80% di tutto il personale non
direttivo d’Italia. Stiamo ospitando anche i
sottufficiali del Qatar. A Taranto, in totale,
abbiamo novemila militari e tremilacinquecento civili della Difesa, a parte l’indotto.
Un terzo della forza della Marina Militare
italiana è qui, dove ci sono anche le navi
più performanti».
I posti di lavoro equivalgono dunque a
quelli dell’azienda siderurgica; posti che
fanno della Marina l’altra più grande fonte
di reddito per il territorio.

La collaborazione si estende anche in
ambito sanitario: «Quando è stato in visita
il sottosegretario Tofalo abbiamo voluto
fargli vedere l’operatività dell’ospedale
militare, per il quale abbiamo un accordo
con la Asl e dove operano medici anche di
altre forze armate. Qui, come sappiamo,
abbiamo la camera iperbarica. Quel giorno
erano in trattamento nove civili ed era in
corso una raccolta sangue al nostro centro
trasfusionale».

Altro solco nel quale si plasma la simbiosi
tra Taranto e Marina è quello universitario:
«L’ospedale ospita già corsi di infermieristica, la scuola sottufficiali è aperta ad
altri corsi e con l’Università degli Studi
di Bari abbiamo già avuto incontri per
trasformare una sala del Castello in una
biblioteca universitaria multimediale».
In questo caso entra in gioco il Cis, il
Contratto Istituzionale di Sviluppo nato
con i precedenti governi per costruire
una Taranto non più dipendente in modo
esclusivo dalla grande industria. Nel Cis ci
sono i finanziamenti per fare dell’Arsenale
un polo museale. L’antico stabilimento ha
già uno spazio, nella Sala a tracciare, come
museo storico. L’idea è quella di collocare
nel museo dell’Arsenale un sommergibile
della classe Sauro. Ma la vera rivoluzione
potrebbe essere un’altra e riguarda l’annosa
e dibattuta controversia sul Muraglione.
«Con la musealizzazione dell’Arsenale –
spiega l’ammiraglio Vitiello – è prevista
l’apertura di un varco, un entry point, per
rendere visitabili e fruibili le aree non più
utili, da restaurare e riorganizzare».

E sempre a disposizione del Cis c’è la stazione torpediniere come futuro approdo
turistico. Tutti progetti e idee che rivelano la
volontà di essere partecipi al cambiamento
della città. È cambiata forse la mentalità
della Marina Militare? «No, cerchiamo
semplicemente di essere al passo dei tempi.
Oggi c’è sicuramente una rinnovata attenzione verso Taranto». Ci sono poi gli aspetti
personali che legano l’ammiraglio Vitiello
a Taranto e che contribuiscono a renderne
più forte il legame con questo territorio:
«Questa è una città che avevo già vissuto
nei miei incarichi precedenti ed è una città
che ho in qualche modo sposato: mia moglie è tarantina, mia figlia è nata qui. Oggi
vedo nelle istituzioni una grande voglia
di fare, c’è il desiderio di incrementare le
attività turistiche. Siamo in una fase molto
propositiva e per questo ai tarantini dico
di amare la città, che è davvero unica. Bisogna saper collaborare per essere ospitali
e accoglienti affinché gli ospiti ne parlino
bene: la migliore forma di pubblicità che
si possa fare per un luogo dai tanti aspetti
incantevoli come questo».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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