06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 06:58:33

Cronaca

‘Schiaffo’ di Tp alla città: sindacati al contrattacco


TARANTO – La comunicazione arriva via e-mail, come nello stile dell’azienda. E raggiunge, ieri sera, i dipendenti del call center Teleperformance. Una nota nella quale l’azienda prova a girare la frittata chiedendo se i tarantini tengano davvero “a che rimanga sul territorio”, presentando il conto di quanto investito e quanto ricevuto. I sindacati già promettono una reazione pesante anche a livello di segreterie nazionali. “Quelle dell’azienda sono dichiarazioni fuorvianti ed ingenerose nei confronti del territorio, irrispettose nei confronti dei lavoratori” tuona Andrea Lumino, Slc Cgil. “Ci è stato insegnato che se un dipendente lavora è un obbligo dell’azienda pagarlo. Dalla comunicazione aziendale sembra quasi che qualcuno li debba ringraziare”.

E sulle accuse di ‘ingratitudine’: “Abbiamo portato Tp sul palmo di mano quando ha stabilizzato. E negli anni abbiamo anche sottoscritto accordi poco digeribili per i lavoratori, uno su tutti quello dei turni. Oggi non è accettabile che l’azienda possa pensare che il sindacato non debba reagire di fronte a 621 esuberi e con una gestione degli ammortizzatori sociali approdata in tribunale, e ancora, di fronte alla dichiarazione di esuberi e alla contemporanea assunzione di lavoratori a progetto”. Lumino è un fiume in piena: “Non sono accettabili gli attacchi qualunquisti in cui non si fanno i nomi. In quanto lavoratore e sindacalista Tp mi deve spiegare su quale azienda ho taciuto”. La reazione a quello che viene ritenuto “uno schiaffo” sarà molto pesante, dicono i sindacati. “L’idea è quella di un’azienda molto debole che attacca i lavoratori e il territorio. Questo non fa che confermare che sulla vertenza stiamo tracciando la strada giusta. Siamo pronti al dialogo, ma quello che ha fatto ieri l’azienda è grave, le chiediamo di fare dieci passi indietro perchè è come gettare benzina sul fuoco in un territorio già in rivolta”. “E’ necessario che l’azienda presenti un piano industriale. Solo così si può pensare al futuro” aggiunge Marcello Fazio (Ugl). “Quella delle quattro ore è una non-soluzione, discutibile anche dal punto di vista legale visto che è il lavoratore che può chiedere una riduzione dell’orario, non l’azienda che lo pone come un aut aut, o questo o i licenziamenti collettivi”. L’esponente dell’Ugl pone la questione-manager: “I loro stipendi non vengono intaccati”. Per Fazio, la comunicazione aziendale “è un attacco alla città, ai lavoratori ed al sindacato. Quello schema dare-avere è irrilevante, dato che gli investimenti indicati sono passaggi obbligati per un’azienda, quando si insedia su un territorio. Sul cosiddetto dumping, poi, Tp ha francamente ben poco da recriminare. Dopo le stabilizzazioni, ha utilizzato infatti contratti a progetto”.

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