06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 06:58:33

Cronaca

Lettera ai sindaci dell’area jonico-salentina


TARANTO – Oggi pomeriggio, a Palazzo di Città, il sindaco Ippazio Stefàno incontra tutti i sindaci, il presidente della Provincia, l’assessore ed i consiglieri regionali tarantini, i parlamentari ionici per un confronto sul riordino delle Province. Proprio su questo argomento si registra l’intervento dell’onorevole Claudio Signorile che ha scritto una lettera aperta ai sindaci dell’area jonico-salentina.

In anni lontani, l’area jonico-salentina fu materia di un progetto speciale della Cassa del Mezzogiorno, che resta come modello esemplare di strategia territoriale e di progettualità per lo sviluppo; purtroppo non accompagnato negli anni successivi da concretezza realizzativa e continuità.

Delle molte indicazioni operative (dall’università ai trasporti; dall’ambiente alla cultura; dall’agricoltura alla ricerca; dall’industria alla portualità; dalla logistica alle infrastrutture di servizio etc.) vogliamo richiamare, soprattutto perché utile al confronto in atto, l’idea forza della realtà jonica, messapica e salentina, come di un sistema urbano coordinato e collegato; una città diffusa; una città policentrica che superava i campanilismi e faceva diventare le diversità culturali e di tradizioni, fattore di ricchezza morale e civile. E portava a sinergia per la crescita, le diverse caratteristiche del territorio e le opportunità che offriva.

Molte cose sono cambiate nei quasi 30 anni passati. Il Salento si è consolidato come una realtà culturale ed economica, con una sua forte identità segnata dalle caratteristiche quasi insulari del suo territorio; dalla qualità della vita; dalla crescita della agricoltura mediterranea; dalla modesta industrializzazione; dalla presenza sul territorio di un’abitabilità diffusa in piccoli centri urbani, che ne fanno un irrepetibile modello sociale ed una forte attrattiva turistica. Il Salento è già “grande”. Non è possibile una sua espansione, pena la sua crisi e la dissoluzione di quell’equilibrio che rendono affascinante la sua offerta sul mercato mondiale: il Salento-shire come si usa dire. Anche se ispirata dalla migliore buona volontà, la proposta del grande Salento è sbagliata e irrealizzabile, proprio per le caratteristiche della crescita e dell’affermazione del Salento come attraente modello socio-economico e come brand di marketing territoriale. Va invece approfondito e sviluppato, nell’ambito del decreto del Governo sulla provincia Taranto Brindisi, il progetto del territorio jonico-messapico, che va da Ostuni a Ginosa, da Manduria a Martina Franca, avendo in Taranto e Brindisi i due poli dell’asse di sviluppo che lega le città di Mesagne, Latiano, Francavilla Fontana, Grottaglie e San Giorgio Jonico e che può segnare la proposta nuova sulla quale avviare una strategia di crescita territoriale di grandi ambizioni.

La città jonico-messapica; il sistema urbano jonico-messapico: è questa l’ipotesi di lavoro che vogliamo suggerire come base di un approfondimento costruttivo e collaborativo. Soltanto come richiamo alle cose concrete e di stimolo a riflettere, vogliamo indicare alcune “risorse territoriali” che esistono e debbono essere ben valutate ed incentivate. Le due aree turistiche di insediamento sul versante adriatico (Ostuni, Cisternino etc.) sul versante jonico (Castellaneta, Ginosa, etc) già attrezzate come insediamenti residenziali di qualità rappresentano un punto stabile per la organizzazione di una importante offerta turistica fondata sulla specificità del territorio (trulli e masserie) e sulla qualità degli impianti sportivi e residenziali. Ma è l’asse di sviluppo Taranto-Brindisi, che dovrebbe essere il cuore strategico della città jonico-messapica. Questo vuol dire la congiunzione e la messa in sinergia di due grandi realtà portuali con caratteristiche diverse e complementari: Taranto che si sta dotando delle strutture e delle potenzialità per essere il più grande hub mediterraneo di entrata ed uscita dal Sud per l’Europa ed i Paesi dell’est. Brindisi che è naturalmente un grande porto di cabotaggio e può tornare ad essere un grande porto passeggeri. Ma asse di sviluppo vuol dire anche il coordinamento dei due aeroporti di Brindisi (prevalentemente passeggeri) Taranto-Grottaglie (prevalentemente cabotaggio). Vuol dire leggere come opportunità e risorsa il processo di cambiamento in atto nelle due aree industriali: quella siderurgica a Taranto; quella chimica a Brindisi. Vuol dire far decollare i segmenti industriali collegati, come il distretto aeronautico etc etc. Ma vuol dire anche dare alla congiunzione fra Taranto e Brindisi le caratteristiche di un autentico “canale secco”, portando l’infrastruttura stradale a norma comunitaria, ed attrezzando il collegamento ferroviario come metropolitana di superficie. Tutto questo comporterebbe la valorizzazione delle città intermedie, la crescita di valori anche economici dei terreni e delle aree attrezzate, lo sviluppo di aree industriali di collegamento.

Vogliamo fermarci qui, perché è nostro desiderio suscitare il dibattito, il confronto, la contrapposizione di interessi legittimi, ma su un terreno attivo, realistico, concreto facendo diventare, lo ripetiamo in conclusione, questi cambiamenti altrimenti burocratici ed amministrativi, una grande opportunità di maturazione e crescita delle nostre comunità e di sviluppo del nostro territorio.

Claudio Signorile

Presidente Fondazione Sud Est

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