Cronaca

Vendola-Clini, scontro durissimo su Aia e ricorso “anti-procura”


TARANTO – “Sono perplesso di fronte a intenzioni tanto bellicose, al punto di ricorrere alla Corte costituzionale”. E’ quanto dichiarato stamattina da Nichi Vendola, di fronte alla possibilità, annunciata dal ministro per l’Ambiente Corrado Clini, che il governo ricorra contro la Procura di Taranto perché la permanenza del sequestro giudiziario dell’area a caldo dell’Ilva rischia di ostacolare l’attuazione dell’Aia. “Un eventuale conflitto tra governo e magistratura sarebbe sbagliato, sciagurato. Penso che l’Ilva debba rispondere al suo giudice” ha proseguito il presidente della Regione Puglia. La risposta di Clini è arrivata a stretto giro.

“Il presidente Vendola si rassicuri: non ho dedicato un secondo del mio tempo a vagheggiare conflitti di competenza. Tale conflitto, se ci sarà, verrà eventualmente aperto da altri. Io – ha aggiunto il ministro – ho lavorato a tappe forzate per l’Autorizzazione Integrata Ambientale, definita a tempo di record e condivisa pienamente anche dalla regione Puglia. Dopo aver chiuso l’Aia sono impegnato ad attuarla pienamente e nei tempi prescritti. L’Aia rispetta, anzi in molti casi anticipa, le più rigorose regole europee, e le norme nazionali e regionali per la protezione della salute e dell’ambiente. La legge mi impone di farla applicare. Chi intende impedire la piena applicazione dell’Aia, e perciò della legge, lo dica ed abbia l’onestà intellettuale di spiegare perché”. Sull’Autorizzazione integrata ambientale, insomma, è polemica ai massimi livelli istituzionali: Stato da una parte, Regione dell’altra. In mezzo, la magistratura. Che continua nel suo non facile lavoro, in merito all’inchiesta sull’Ilva. O, meglio, alle inchieste, visto che in ballo c’è anche la ‘bis’, Ambiente Venduto, altro filone d’indagine delicato. Il procuratore capo, Franco Sebastio, non ci sta a farsi tirare per la giacca e a ‘buttarla in politica’, con il ministro Clini da una parte e Vendola – oppositore della prima ora del governo Monti – dall’altra: “In questo momento meno parliamo e meglio è. Pensiamo a lavorare” è l’unica dichiarazione che il numero uno di via Marche concede.

Giovanni Di Meo

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