19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

“Taranto-Brindisi? Asse strategico per entrambe”


TARANTO – Ostuni, Cisternino e Villa Castelli hanno risposto all’invito del sindaco Ippazio Stefàno. Ieri sera, nell’aula consiliare di Palazzo di Città hanno preso posto, oltre ai primi cittadini messapici, sindaci, consiglieri regionali e parlamentari tarantini. C’era il presidente della Provincia Gianni Florido e l’ex numero uno dell’Ente di via Anfiteatro Domenico Rana. Presente anche l’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo. L’idea era quella di creare un fronte comune per l’accorpamento delle Province di Taranto e Brindisi. Come detto, Ostuni, Cisternino e Villa Castelli hanno fatto intendere di esser pronti a passare con Taranto.

Un cambio che potrebbe bastare a rendere autonoma la Provincia tarantina anche perchè, come riferiamo in questa stessa pagina, Brindisi e Lecce sembrano aver raggiunto una intesa di massima per proseguire un percorso comune emarginando, di fatto, Taranto. Secondo il sindaco Ippazio Stefàno non sembra essere perseguibile la strada che porta all’accorpamento delle tre Province: “Santa Maria di Leuca non ha niente in comune con il nostro versante occidentale”. Sull’argomento si registra anche il commento di Michele De Martino, presidente della commissione Affari Istituzionali del Comune. “Senza spinta campanilistica, è da preferire l’asse Taranto/Brindisi che è strategico per entrambe le popolazioni. Sono due città che hanno molti aspetti in comune e che, insieme, possano integrarsi e rilanciare tutto il sistema economico-sociale dell’area territoriale interessata. Due porti uno commerciale l’altro industriale, due aeroporti uno civile l’altro per i voli cargo, due realtà industriali che dovranno essere rese eco-compatibili ed eco-sostenibili, fondate una sul carbone e l’altra sull’acciaio, una dorsale turistica di assoluto valore internazionale con la Valle d’Itria comprendente tutti i comuni interessati sia dell’area a sud di Bari che del brindisino, una risorsa mare e una ricettività turistica che abbraccia rinomate località dell’Adriatico e dello Jonio, insieme a tante altre opportunità di sviluppo e di crescita sociale – rimarca il consigliere comunale del Pd – sono elementi che depongono a favore di una nuova Provincia costruita, con senso e spirito solidale, sull’asse Taranto/Brindisi. La ventilata Provincia del Grande Salento con un milione e ottocentomila abitanti, con Comuni posti a 140 chilometri di distanza da Lecce, sarebbe, oggettivamente, una Provincia enorme, difficilissima da gestire soprattutto in presenza di “eventuali tagli a servizi” che ridurrebbero ancor di più la “capacità di risposta” del prefigurando ente. Ma quante e quali risorse ci vorrebbero per soddisfare le esigenze di 1 milione e 800.000 persone? Bella domande, ardua ed incerta la risposta. Non ci sono mere ragioni di campanile o difesa del “blasone” ma la Provincia unificata di Taranto e di Brindisi, oggettivamente, risponde ad un modello di ente, che per giusta dimensione e per le alte potenzialità, si pone davvero come vòlano dello sviluppo delle rispettive popolazioni, se si vuol guardare solo agli interessi veri del territorio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche