24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 20:40:00

Cronaca

Tra Prefetto e Ferrante faccia a faccia sul futuro


TARANTO – L’occasione sarà quella dell’annunciato vertice sulla sicurezza sul lavoro in Ilva, e ce ne saranno di cose da dire, dopo la tragedia di Claudio Marsella, morto a 29 anni al reparto Mof. Ma, inevitabilmente, quando il rappresentante del governo a Taranto, il prefetto Claudio Sammartino, ed il presidente dell’Ilva, ed ex prefetto di Milano, Bruno Ferrante, si siederanno allo stesso tavolo, uno di fronte all’altro, il discorso non potrà prescindere da tutta una serie di argomenti che ruotano attorno alla presenza in Puglia del più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Tanti argomenti, ed una domanda, che aleggia sulla fabbrica che è estesa più della città che le sorge accanto: qual è il futuro dell’azienda?

Ieri il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, è stato protagonista di un aspro confronto con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in merito al ricorso ‘antiprocura’ che potrebbe essere sollevato alla Consulta. Il governo vuole l’applicazione dell’Aia, che per Clini è la soluzione al complicatissimo rebus Ilva, e sembra pronto a sfidare i magistrati in merito al sequestro dell’area a caldo, ostacolo – per l’Ilva – all’ottemperanza delle prescrizioni contenute nella nuova autorizzazione integrata ambientale. La questione, apertissima, difficilmente potrà non essere trattata nel corso del faccia a faccia di domani Sammartino-Ferrante. Confronto dal quale ci si aspetta, in ogni caso, qualche elemento in più per decifrare le intenzioni del gruppo Riva su Taranto. Questo mentre legali e tecnici dell’Ilva stanno lavorando ad un piano-Aia da portare venerdì al ministero dell’Ambiente. Una road map per l’applicazione dell’autorizzazione che, se dovesse ottenere l’ok del gruppo istruttore (e con ogni probabilità sarà così), allora si trasformerebbe anche in una sorta di ariete con il quale provare a scardinare i sigilli – virtuali: l’Ilva continua a produrre – dalle aree che per i magistrati sono altamente inquinanti, tramite un’istanza di dissequestro. La magistratura, da parte sua, ha sposato la linea della fermezza e la consegna del silenzio. In realtà, ogni giorno in Procura ci sono riunioni più o meno informali sulla partita-Ilva, con il pool guidato dal procuratore capo Franco Sebastio che si prepara alle nuove battaglie in punta di diritto che già sono all’orizzonte.

Giovanni Di Meo

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