Cronaca

Pusher a soli sedici anni. Spaccio, la nuova frontiera


TARANTO – L’attenzione dei carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Taranto sulle “case parcheggio” continua a sortire effetti positivi. Questa volta, però, con grande sorpresa degli investigatori, è stato colto in piena attività di spaccio un ragazzo di soltanto sedici anni. Residente in quella zona, il giovane pusher è stato colto in flagranza di reato mentre cedeva una dose a un acquirente, sporgendosi dall’uscio della porta d’ingresso di una di quelle palazzine. L’attività di osservazione degli investigatori, con mirati servizi, era partita sin dalla mattina di ieri, sviluppandosi in maniera estremamente discreta. Il movimento di soggetti di interesse operativo faceva concentrare le attenzioni dei militari verso quel portone: il via vai di individui non lasciava dubbi sul fatto.

Nel primo pomeriggio di ieri, i carabinieri hanno fatto irruzione nel portone senza lasciare spazi per la fuga al giovane. Immobilizzato e perquisito, addosso gli sono state rinvenute dieci dosi di cocaina e altrettante di eroina, già confezionate e pronte per la vendita al dettaglio. Arrestato e accompagnato presso la caserma di Viale Virgilio, il baby pusher dopo le formalità di rito è stato tradotto presso una casa di prima accoglienza a disposizione del magistrato del tribunale dei minori. Non solo disoccupati, quindi, tra le nuove leve dello spaccio: la mala punta anche sui ragazzini. E’ la nuova frontiera della mala. Vengono “arruolate” in gran parte, persone che non lavorano più o che hanno una occupazione saltuaria, a causa della crisi. C’è l’artigiano, con tanto di diploma, che fa il “corriere”. Padre di famiglia che spiega alle forze dell’ordine di esserci cascato per disperazione e che senza clienti, non riusciva più ad andare avanti. Non è, purtroppo, un caso isolato. Negli ultimi mesi sono molti gli insospettabili finiti nel vortice della crisi, diventati spacciatori per necessità. E’ spuntato l’operaio che custodiva droga per una banda criminale a insaputa di moglie e figli e la coppia o il manager, che, perso il lavoro, si sono messi a spacciare per vivere. C’è anche chi, pur di racimolare un po’ di denaro e tirare avanti, si mette a piazzare la droga sul mercato per conto di altri pusher, quelli più scafati, trattenendo per sè una piccola percentuale. E c’è anche il bagnino che, nella stagione invernale, per sbarcare il lunario ha scelto un’attività tanto remunerativa quanto rischiosa. Ma non mancano quelli che hanno scelto la via dello spaccio per mantenere la famiglia e che un volta in manette riferiscono a poliziotti e carabinieri di essersi dati al traffico di droga perchè stufi di una doppia vita, intrapresa per arrotondare uno stipendio da mille euro al mese. E ci sono anche quelli che smerciano le dosi perchè i soldi servono per pagare il mutuo. Nei loro appartamenti sovente le forze dell’ordine trovano il kit del perfetto pusher. E, per finire, storie più inquietanti di minorenni che “lavorano” come pusher poichè, a causa di tristi storie familiari, si son ritrovati praticamente da soli. Ragazzini costretti a fare le sentinelle dalle bande di spacciatori e pagati a giornata. Pusher e vedette, infatti, cambiano ogni giorno. Nelle grandi città, ad esempio, a disposizione 150 euro per una sentinella, o per uno spacciatore, che ha però la possibilità di incassare una piccola percentuale sulle dosi di stupefacente vendute.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche