20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

Cronaca

Guerra alla mala. Il Prefetto chiama anche i sindaci


TARANTO – Ora è guerra. Senza quartiere. Perchè all’offensiva della mala si vuole rispondere mostrando che anche lo Stato sa usare il pugno di ferro, nella difesa dei cittadini. Il gravissimo episodio di ieri in via Aristosseno – ne parliamo in questa stessa pagina – è soltanto l’ultimo di una serie che sta destando allarme, nel capoluogo e in provincia, vedi Manduria. Rapine, furti, ‘atti predatori’: per individuare le linee guida di una strategia che coinvolga tutte le forze dell’ordine il prefetto di Taranto, dottor Claudio Sammartino, ha convocato per domani una riunione del comitato per l’ordine pubblico allargandola ai sindaci, primo presidio sul territorio.

Un autentico supervertice. Perchè se è vero che, comunque, all’arroganza dei criminali si risponde colpo su colpo – non a caso, anche grazie alla fondamentale collaborazione dei cittadini, i rapinatori di via Aristosseno sono stati assicurati alla giustizia – quella che trapela da Palazzo del Governo è l’intenzione di dare impulso ad una sorta di ‘fase due’ dell’anticrimine. Si punterà ad un’opera di prevenzione, oltre che di repressione, magari con maggiore ‘aggressività’ su un territorio che sta facendo da sfondo ad una recrudescenza della microcriminalità, quella più difficile da fronteggiare perchè slegata dalla dinamiche dei clan. I quali, da parte loro, sono l’altra faccia della medaglia, con la innegabile capacità di canalizzare il disagio economico e sociale, usando le masse di senza lavoro (e senza futuro) come fossero delle liste di collocamento. La recente operazione antidroga Centauro ha poi ribadito che le famiglie storiche sono sempre pronte a fare la loro parte, visto che un rampollo del clan Modeo, Giulio, giovane ma già con un curriculum di rilievo, aveva assunto la leadership di una organizzazione ramificata e stratificata. Di ieri, poi, è la conferma di un altro fenomeno, vale a dire l’arruolamento di baby pusher, sedicenni o anche meno. La loro scuola è la strada. Con uno sbocco occupazione sin troppo facile da prevedere.

Giovanni Di Meo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche