24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 21:10:00

Cronaca

Sequestro dell’Ilva, ore di attesa


TARANTO – Ore di attesa per il parere della Procura all’istanza presentata ieri dall’Ilva di dissequestro dell’area a caldo. Un’iniziativa motivata con il fatto che i sigilli non permetterebbero la piena disponibilità degli impianti, ritenuta condizione indispensabile per poter fare gli investimenti necessari per adempiere alle prescrizioni Aia. Difficile ipotizzare che la Procura possa fare un passo indietro a quanto disposto finora, in ogni caso il parere segnerà un punto fondamentale nella vicenda che vede protagonista il più grande stabilimento siderurgico d’Europa. La richiesta dell’Ilva, completata dai commenti alle perizie disposte dal gip Todisco, ovviamente, ha scatenato le reazioni degli ecologisti.

Bonelli e Marescotti si dicono indignati al “tentativo di ridimensionare una situazione ambientale drammatica”. Intanto nella mattinata c’è stata la discussione sulla cassaintegrazione tra sindacati e dirigenti dell’azienda. Nel momento in cui andiamo in stampa è ancora in corso la riunione convocata sulla richiesta di cassa integrazione fatta dall’Ilva per un massimo di 1.940 lavoratori. Interessati sono i dipendenti dei reparti treno lamiere, Tubificio Treno nastri 1, Officine centrali di manutenzione, Servizi e Laminazione a freddo. Per loro sono già state disposte le ferie forzate, che appunto anticipano la cassa integrazione a cui l’azienda sta facendo ricorso “per crisi di mercato”. Sempre stamattina al siderurgico si è verificato un altro infortunio. Un operaio ha riportato alcune ferite, a seguito dell’incidente avvenuto nel reparto CCo4 Colata Continua. E’ stato investito da una passerella, ma non ha riportato gravi ferite. Domani a Roma Vendola, Stefàno e Florido incontreranno il ministro Clini per un confronto sull’emergenza ambientale a Taranto.

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