24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 16:49:01

Cronaca

“L’informazione va tutelata nel rispetto della legge”


TARANTO – Il rischio del carcere per Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale. La perquisizione a casa di Giuliano Foschini, cronista di Repubblica. TarantoBuonaSera ne ha parlato con Maurizio Carbone, sostituto procuratore della Repubblica di Taranto e segretario nazionale generale dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati. Dottor Carbone, i casi Sallusti e Foschini riportano in primo piano il rapporto tra giustizia e giornalismo, e tra magistrati e cronisti. Va chiarita, per prima cosa, che si tratta di fatti completamente differenti. Il direttore de Il Giornale è stato condannato in via definitiva, al termine di un regolare processo articolatosi in primo grado, appello e Cassazione.

Per quanto riguarda la vicenda di Bari siamo invece in presenza di un’inchiesta che è ancora agli albori e farà il suo corso. Sallusti risponde dell’omesso controllo del direttore su un articolo il cui contenuto è stato giudicato nei tre gradi di giudizio come diffamatorio, mentre per quanto riguarda l’indagine nei confronti del giornalista Foschini, a quanto risulta, è stato contestato il reato di ricettazione per aver acquisito e pubblicato documenti coperti dal segreto istruttorio. Insomma, non siamo in presenza di quelli che si definiscono ‘reati di opinione’. I due fatti sono accomunati dalla tempistica, e questo ha fatto alzare l’allarme sui rischi per la stampa nel nostro Paese. Dopo la sentenza per Sallusti c’è stato in realtà un iter parlamentare decisamente veloce, con l’obiettivo di eliminare le pene detentive, prevedendo delle efficaci sanzioni pecuniarie. Poi, in Senato, il voto segreto chiesto dalla Lega Nord ha invece portato all’approvazione di un testo che conferma la pena detentiva, anche se diminuita nel massimo. Tra il mondo delle Procure e quello della carta stampata sembra esserci una sorta di ‘amore-odio’. Quale il suo giudizio? Il rapporto è disciplinato dalle norme di legge e da quelle della deontologia, a cui tutti dovrebbero attenersi. Il diritto-dovere dei giornalisti di informare i cittadini, oltre al ruolo anche di ‘controllo’ del lavoro dei magistrati, va salvaguardato. Ma le leggi vanno rispettate, da parte di tutti, evitando l’eccesso mediatico nelle vicende processuali. Sul caso Scazzi, per fare un esempio a noi vicino, si è assistito ad una ricerca morbosa della notizia, che poco ha a che fare con il diritto di cronaca.

Giovanni Di Meo

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