28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 17:57:00

Cronaca

Camera Penale: “No al bavaglio ai giornalisti”


TARANTO – Libertà di informazione e rischio carcere per i cronisti. Dopo i casi Sallusti e Foschini Taranto-BuonaSera ne ha parlato con l’avvocato Franz Pesare (nella foto), presidente della Camera Penale di Taranto. Avvocato Pesare, i giornalisti accusati di diffamazione devono andare in carcere? Sono contrario e come cittadino e avvocato difendo la categoria dei cronisti perchè sono convinto che la professione del giornalismo è a tutela della libertà. Imbavagliare la stampa significherebbe mandare alla ortiche lo Stato di diritto. Va però chiarito che bisogna difendere anche il sacrosanto diritto del cittadino indagato di non essere considerato come un mostro da sbattere in prima pagina.

Un giornalista che si rispetti sa bene che seguendo la deontologia deve verificare le notizie e non pubblicare indagini che sono coperte da segreto istruttorio. I fatti devono essere certi e verificati altrimenti si corre il rischio di rovinare le vite delle persone, soprattutto di quelle che poi vengono assolte.I giornalisti hanno un’arma micidiale e devono stare attenti. Come devono utilizzare quest’arma? Con la professionalità, con il rispetto delle parti chiamate in causa. Devono sempre pensare che scrivono le storie di persone che potrebbero essere molto fragili. E’ necessario salvaguardare il diritto-dovere dei cronisti di informare l’opinione pubblica ma anche il diritto dei cittadini di presentare querela quando si sentono pesantemente diffamati. Bisogna contemperare le due esigenze. I reati di opinione non possono essere puniti e il reato di diffamazione deve essere abrogato. Penso che in questi casi sarebbe più giusto ricorrere alla causa civile per un eventuale risarcimento dei danni. Il caso che l’ha maggiormente colpita? Un caso che avrei dovuto trattare io e che purtroppo è finito tragicamente. Quello di Pietrino Vanacore, il portiere tarantino tirato in ballo per il delitto di Simonetta Cesaroni e la cui posizione è stata archiviata prima per omicidio e poi per favoreggiamento. Vanacore che doveva essere ascoltato a Roma come teste, non ce l’ha fatta più perchè si sentiva ingiustamente perseguitato. Ad esempio negli ultimi tempi era assediato dai cronisti.L’eccesso mediatico può provocare simili drammi. Vanacore era una persona riservata che, purtroppo, per anni è stata stritolata anche per colpa della ricerca morbosa della notizia.

Giovanni Nicolardi

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