28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 17:57:00

Cronaca

Dissequestro, dopo il no della Procura la decisione del gip


TARANTO – Pronto il parere della Procura all’istanza presentata ieri dall’Ilva di dissequestro dell’area a caldo. Nel momento in cui andiamo in stampa, non è stato ancora depositato, ma secondo indiscrezioni sarà negativo. La richiesta dell’azienda era stata motivata con il fatto che i sigilli non permetterebbero la piena disponibilità degli impianti, ritenuta condizione indispensabile per poter fare gli investimenti necessari per adempiere alle prescrizioni Aia. Difficile ipotizzare che la Procura possa fare un passo indietro a quanto disposto finora. In caso di parere negativo, la decisione spetta al gip. E anche questa volta la parole passa a Patrizia Todisco, il giudice che ha disposto il sequestro giudiziario dell’area a caldo dell’Ilva.

La sua decisione segnerà un punto fondamentale nella vicenda che vede protagonista il più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Nella richiesta dell’Ilva di dissequestro, l’azienda allegava anche i commenti alle perizie disposte dallo stesso gip e ribadiva che “se il sequestro preventivo dovesse permanere, pur a fronte del mutato quadro autorizzatorio, l’ovvia insostenibilità economico-finanziaria condurrebbe inevitabilmente alla definitiva cessazione dell’attività’ produttiva e alla chiusura del polo produttivo”. Se, come è facile pensare, Procura e gip dovessero negare il dissequestro, il quadro è chiaro: si chiude. Il presidente ferrante, anche ieri, infatti, ha ribadito che “il dissequestro, per l’azienda, è funzionale all’attuazione di quanto l’Aia prescrive”. ll vincolo sull’area a caldo, dice l’Ilva con riferimento al sequestro giudiziario, “diviene, da subito, economicamente insostenibile”. Oggi pomeriggio, intanto, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, incontra a Roma i vertici istituzionali locali. Saranno presenti il presidente della regione Nichi Vendola, il presidente della provincia Gianni Florido e i sindaci di Taranto e Statte Ippazio Stefàno E Angelo Miccoli. Si parlerà di Aia, di bonifica (c’è una legge che attende d’essere attuata) ma soprattutto della piega che tutta la vicenda sta prendendo. In un documento, Confindustria Taranto indica le sue priorità agli amministratori che oggi saranno da Clini: definizione di un accordo di programma che unisca la bonifica al rilancio dell’area tarantina; nomina del commissario straordinario previsto dalla legge sulla bonifica; spostamento a Taranto della “cabina di regia” insediata alla Regione Puglia.

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