05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 12:00:30


TARANTO – Oltre un milione e quattrocentomila euro. A tanto ammonterebbe la cifra spesa dal Comune in incarichi ad avvocati esterni all’organico dell’Ente, durante lo scorso periodo elettorale e pre-elettorale. A rivelarlo, nel corso di una conferenza stampa, l’avvocato e consigliere comunale Filippo Condemi e i consiglieri comunali Gianpaolo Vietri e Cataldo Renna, che avanzano dubbi sulla tempistica di questi incarichi esterni. “Nell’organico del comune di Taranto, nel settore avvocatura, sono stabilmente inseriti tre avvocati iscritti all’albo speciale, con molti anni di esperienza – spiegano i consiglieri – il loro stipendio non cambia a seconda del numero delle cause affidate.

A dire il vero vi era un quarto avvocato cassazionista, incomprensibilmente trasferito dal sindaco al settore patrimonio a svolgere mansioni di geometra. Il suo trasferimento ha portato, quale prevedibile conseguenza necessaria, l’affidamento delle cause presso le Magistrature Superiori ed avvocati esterni”. Esaminando le rispettive determine 2011 e 2012 delle cause di cassazione e presso il consiglio di stato, a suo tempo affidate al predetto avvocato, gli sono state revocate e conferito il mandato a legali esterni “a fronte di cospicui corrispettivi, certamente evitabili e da considerare danno economico all’Erario le cui responsabilità devono ravvedersi nell’inutile, immotivato e forzato trasferimento di settore del predetto avvocato”, come specificano Condemi, Vietri e Renna. “Per quanto concerne il 2011 – evidenzia Condemi – le cause assegnate ammontano complessivamente a 226, per un importo totale di 890mila euro e a 143 fino ad ottobre 2012, pari a 550mila. Dall’esame dei vari conferimenti di incarico non esiste un criterio oggettivo regolatore delle assegnazioni, ma soprattutto mai vengono evidenziate le motivazioni che hanno impedito l’affidamento delle stesse ai legali interni. Si può inoltre notare che i mandati, per la quasi totalità, vengono conferiti a soggetti sempre diversi l’uno dall’altro”. Le cause sono, quindi, complessivamente 369, per oltre un milione e quattrocentomila euro. Una scelta, secondo i tre consiglieri d’opposizione, che avrebbe portato una pioggia di soldi “in uscita” dalle casse dell’erario, proprio nel periodo a ridosso delle elezioni. “Inoltre – sottolineano i consiglieri – nelle determine si legge che era il sindaco a scegliere e decidere quali legali nominare”. In questo scenario, secondo Condemi, “gli avvocati interni sono praticamente inutilizzati o comunque impegnati in qualche causa di minor importanza presso il Giudice di Pace. Ma anche loro avevano iniziato a manifestare il proprio dissenso, rimasto inascoltato fino a quando il primo cittadino è riuscito a trovare l’equilibrio tra l’esigenza di elargire ad avvocati esterni, di fatto la quasi totalità delle cause, e contemporaneamente evitare la reazione degli interni per la continua compressione della loro immagine professionale, riconoscendo a questi ultimi, con la Determina n. 366 del 15 maggio 2012, 13mila euro annui per ognuno di loro, in aggiunta allo stipendio contrattuale, quale riconoscimento della loro alta professionalità, ma continuando, contradditoriamente a non avvalersi della loro indiscussa professionalità”. “Anche in questo caso – concludono i consiglieri – supponiamo che la coincidenza con il periodo elettorale certamente è da ritenere una semplice fortuita circostanza”.

A.M.

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