02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 20:22:00

Cronaca

Ma i poveri veri sono seicento. E’ allarme al quartiere Tamburi


TARANTO – Un esercito di nuovi poveri: sos da ex operai, precari, cassintegrati e pensionati e la Caritas lancia l’allarme. Dopo l’aggravarsi della crisi economica si è registrata una impennata dei tarantini che si rivolgono ai Centri Caritas. Tantissime le famiglie colpite dalle nuove forme di povertà e vittime di una vera e propria emergenza sociale che si rivolgono ai 60 centri che hanno sede nelle parrocchie di Taranto e provincia. Solo alle due parrocchie del rione Tamburi, Gesù Divin Lavoratore e San Francesco de Geronino, si rivolgono seicento famiglie con grosse difficoltà economiche. TarantoBuonaSera sull’emergenza “nuovi poveri” ha ascoltato il responsabile della Caritas di Taranto, don Nino Borsci.

Don Nino, Qual è il tipo di persona che si rivolge alla Caritas? Chi è il nuovo povero oggi? La tipologia è cambiata. Una volta i poveri erano i clochard e i disoccupati. Oggi sono anche i pensionati e i lavoratori licenziati dalle aziende fallite e da quelle che non hanno più appalti con l’indotto del siderurgico. Persone che hanno un impiego precario o una pensione sociale e che non arrivano a fine mese. I costi proibitivi della vita e la crisi delle reti familiari fanno emergere nuove figure di poveri. Persone giovani ma senza prospettive per il futuro e che non sanno come pagare bollette, affitto di casa, persino i medicinali. Ci sono anche separati e divorziati ed ex conviventi che hanno un lavoro ma che devono passare gli alimenti a ex mogli e ai figli. Sono vittime della crisi che le sta stritolando da almeno tre anni. Come le aiutate? Esiste una fitta rete della Caritas che si attiva per arginare queste nuove situazioni di precariato che si sono accentuate con l’aggravarsi della crisi economica. Il numero delle persone sostenute dalle nostre strutture è notevolmente accresciuto. Sia anziani, che percepiscono una pensione troppo bassa, sia giovani che in un momento di crisi improvvisa, dovuta soprattutto alla perdita del lavoro, possono contare su centinaia di volontari che operano nei sessanta centri ospitati nelle parrocchie di Taranto e provincia e nelle tre strutture di emergenza aperti nel rione Tamburi, presso la chiesa San Pio X e a Carosino, grazie ai finanziamenti della Caritas nazionale. Tutti i centri sono coordinati dalla Caritas di Vico Seminario che è aperta dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30 e ora anche il lunedì e il venerdì pomeriggio, dalle 17 alle 19. Si rivolgono al centro di ascolto almeno dieci persone al giorno e chiedono ogni tipo di aiuto: dal pacco degli alimenti, all’abbigliamento sia per adulti che per bimbi, alle culle e alle carrozzine. Vengono pagate bollette, affitti, biglietti di bus e treni, fino ai medicinali e alle bombole del gas. Inoltre fino a venti persone al giorno vengono nella nostra sede solo per la pulizia personale ad esempio per fare la doccia. Stanno aumentando anche gli ospiti delle mense dei poveri? Sì, è vero. Le mense dei poveri della città sono più frequentate. Sono già ottanta gli ospiti della mensa di via Cavour che è gestita dalla Confraternita del Carmine e che è operativa all’ora di pranzo. Stesso numero per la mensa di San Pio X che è aperta per l’ora di cena. Don Nino, esiste ancora la solidarietà sociale? Certo che esiste, nonostante tutto. C’è tanta gente che presta la sua opera per i bisognosi. Sono tanti i volontari che li accolgono, senza fare distinzioni. Sarebbe certamente un grosso passo avanti se riuscissimo a far riaprire il dormitorio di Taranto Croce.

Giovanni Nicolardi

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