18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

ILVA, ARRESTI E INDAGATI


TARANTO – Terremoto doveva essere. Ed è un terremoto, davvero, quello che da stamattina sta scuotendo l’Ilva – e Taranto, ma non solo – dalle fondamenta. Sono sette i provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale nell’ambito dell’inchiesta sul siderurgico. Tre persone sono in carcere e quattro agli arresti domiciliari, accusate a vario titolo tra le altre cose di associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione. Le indagini, avviate a gennaio 2010, sono andate avanti sino a novembre 2012. Gli arresti sono eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla base di due diverse ordinanze di custodia cautelare firmate dai giudici delle indagini preliminari Patrizia Todisco e Vilma Gilli.

I provvedimenti sono legati anche all’inchiesta “Environment Sold Out” (Ambiente sven-duto), parallela a quella per disastro ambientale che il 26 luglio scorso ha portato al sequestro degli impianti dell’area a caldo della fabbrica. Cinque le misure di detenzione disposte dal gip Patrizia Todisco e due nell’ordinanza del gip Vilma Gilli. Tra gli arrestati per disposizione della dottoressa Patrizia Todisco c’è il patron Emilio Riva, 86 anni, patriarca della famiglia, che è già agli arresti domiciliari dal 26 luglio scorso. Per lui, anche questo nuovo arresto è ai domiciliari, e non potrebbe essere altrimenti a causa della sua età. La detenzione in carcere è stata disposta per l’attuale vice presidente di Riva Group, Fabio Riva (al momento irreperibile), per l’ex direttore dell’Ilva di Taranto, Luigi Capogrosso e l’ex pr dello stabilimento siderurgico tarantino, Girolamo Archinà. Ai domiciliari il prof. Lorenzo Liberti, accusato di aver intascato una mazzetta da 10.000 euro in cambio di una perizia ‘ammorbidita’ sulla diossina. Archinà era stato licenziato tre mesi fa dal nuovo presidente del cda Ilva, Bruno Ferrante (che risulta indagato) dopo che, dall’inchiesta per disastro ambientale, era emerso un episodio di presunta corruzione che coinvolgeva Lorenzo Liberti, all’epoca dei fatti consulente della Procura di Taranto, al quale Archinà avrebbe consegnato una busta contenente gli ormai famosi 10.000 euro. Stando a quanto si è appreso, il gip avrebbe respinto la richiesta formulata dalla Procura di ulteriore arresto per l’ex presidente Ilva, Nicola Riva. Dal gip Vilma Gilli, invece, è stato posto ai domiciliari l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva, dimessosi circa due mesi fa dall’incarico. Ai domiciliari, per disposizione del gip Gilli, risulta anche l’ingegnere Carmelo Dellisanti, rappresentante di una società di progettazione: la contestazione nel provvedimento cautelare firmato dalla dottoressa Gilli è quella di concussione. L’attuale presidente dell’Ilva ed ex prefetto di Milano, Bruno Ferrante, risulterebbe indagato nell’ambito delle inchieste per ”inosservanza delle precedenti disposizioni dell’autorità giudiziaria”. Indagato per lo stesso reato l’attuale direttore dello stabilimento tarantino, Adolfo Buffo. Entrambi hanno ricevuto informazioni di garanzia. Ma gli indagati sono molti altri; circa una ventina. La mattinata è stata scandita anche da una raffica di perquisizioni. E i prossimi si annunciano come giorni di fuoco.

Giovanni Di Meo

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