21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca

Il governo lavora al decreto. “Così evitiamo la chiusura”


TARANTO – Aspettando che si abbia un quadro più chiaro dell’apocalisse, c’è anche da fare la cronaca di quanto succede sul ‘fronte Ilva’, nel senso dell’inchiesta e dei provvedimenti del governo. L’esecutivo lavora su un decreto che eviti la chiusura dello stabilimento. “Se l’Ilva di Taranto viene chiusa, quello stabilimento viene abbandonato: i vantaggi per l’ambiente sono zero mentre i rischi per la salute sono altissimi” Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, aggiungendo: “come indica chiaramente l’Unione europea la strategia di risanamento ambientale degli impianti industriali avviene attraverso il loro risanamento non la chiusura”.

“Mettere a rischio la produzione industriale del settore dell’acciaio vuol dire creare un effetto domino sul piano economico e sociale ma anche su quello ambientale – ha detto ancora Clini -. Se Ilva viene chiusa è per effetto di un contenzioso giudiziario che è solo all’inizio. Io credo che tutti dovrebbero pensare un attimo a che cosa potremmo trovarci tra qualche settimana se quell’impianto viene chiuso e abbandonato. Perchè un sito di quel tipo contaminato e non gestito è pericoloso per l’ambiente e per la salute. Con il presidente Vendola – ha aggiunto il ministro Clini – abbiamo condiviso l’autorizzazione integrata ambientale nella quale abbiamo previsto particolare intervento per la protezione della salute. Abbiamo collaborato in maniera molto positiva. Spero che ci facciano lavorare”. Il provvedimento al quale si sta lavorando “dovrebbe consentire all’Ilva di mettere in pratica le indicazioni dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) superando il blocco che si è venuto a creare dopo il sequestro degli impianti dell’area a freddo di due giorni fa”. Lo ha detto a Unomattina il ministro dell’Ambiente. “Le misure indicate dall’Aia consentono di assicurare continuità produttiva e di diminuire in maniera drastica i rischi per la salute e per l’ambiente”. Secondo Clini, “la strada maestra è rendere possibile interventi che l’Ilva deve effettuare per rispettare le prescrizioni dell’Aia del 26 ottobre scorso. Che fanno riferimento alle migliori tecnologie oggi disponibili, indicate dall’Ue. Tali tecnologie dovrebbero essere impiegate a partire dal 2016 ma nell’Aia si dice che devono partire subito, anticipando di 4 anni il termine, al fine di garantire la protezione dell’ambiente e della salute”. “Non ho mai attaccato i magistrati e dal marzo 2012 quando ho riaperto la procedura per l’Aia ho sempre richiamato il rispetto della legge che prevede che sia il ministro dell’Ambiente a stabilire le modalità con le quali un impianto industriale debba essere esercito in modo tale da salvaguardare la salute e l’ambiente”. “In maniera molto trasparente e pubblica – ha detto ancora Clini, – anche alla presenza del procuratore capo di Taranto, recentemente ho sottolineato che non c’è bisogno di supplenza da parte della magistratura quando le amministrazioni fanno il loro dovere”.

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