TARANTO – “Mai visto nulla del genere. Un’apocalisse”. Auto ribaltate, una gru dell’Ilva capovolta al IV sporgente del porto, alberi sradicati, una scuola scoperchiata a Statte. Questo è quanto ha lasciato dietro di sé l’uragano che si è abbattuto su Taranto alle 10 di questa mattina. Inizialmente era stata definita come una tromba d’aria ma, a guardare gli effetti provocati, soprattutto nell’area industriale e sul versante orientale della città e della provincia, ci sono tutti gli estremi per definirla “apocalisse”. Proprio come l’ha definita un tarantino che a quell’ora era intento a lavorare in un cantiere. L’uragano avrebbe colpito una torretta di ottanta metri che si trova all’interno dell’Ilva.

Black out all’interno dello stabilimento. Impianti fermi. Feriti. Le voci hanno fatto rapidamente ed in maniera incontrollata il giro della città. “Stanno evacuando l’Ilva. Sta arrivando l’Esercito”. Nel frattempo, nel quartiere Tamburi, il panico. I genitori sono andati in massa a prelevare i bambini dalle scuole elementari del rione. “Non siamo informati sugli eventi – ci hanno risposto dalla scuola Vico. I genitori dei piccoli, un po’ per la pioggia, un po’ per il rischio di incidenti, stanno prelevando i bambini dalle classi”. Il rischio di un incidente rilevante, anche in considerazione del black out degli impianti Ilva, appare concreto. “Qui potrebbe esplodere tutto – spiega Anna, una residente del quartiere Tamburi”. C’è chi come Francesco ha lasciato il posto di lavoro per andare a prendere i figli da scuola, prima di partire in macchina, con sua moglie, alla volta di Leporano. “Non sto tranquillo qui sui Tamburi. Meglio non rischiare”. Saltano anche le linee telefoniche. Difficile comunicare con l’ausilio di telefoni cellulari. Intanto nell’area industriale è emergenza. “Nei pressi del porto – ci segnala un operatore – ci sono macchine capovolte, vetri rotti e gru accartocciate”. Contestualmente arriva una prima nota dell’Ilva: “Al momento 20 feriti lievi in infermeria dello stabilimento, due feriti portati in ospedale dal molo. L’azienda ha messo in atto tutte le procedure di emergenza generale, gli impianti sono presidiati, in azienda sono presenti i Comandanti dei Vigili del Fuoco provinciale e regionale. Non c’è stato alcun incendio – assicurano dall’azienda. Le fiamme visibili dall’esterno sono relative agli sfoghi di sicurezza provocati dalle candele di sicurezza degli impianti”. L’azienda avrebbe subito gravi danni strutturali ancora da quantificare. Ad ogni modo “non c’è stata evacuazione, sono stati messi in circolo tutti i bus aziendali per raccogliere il personale non addetto alla gestione dell’emergenza generale e accompagnarlo alle portinerie e ai punti d’incontro dell’azienda”. Ci sarebbe anche un disperso. Dal siderurgico confermano “sono al lavoro i sommozzatori di Bari per le ricerche”. Qualcuno parla anche di un lavoratore dell’Eni ustionato ma dall’azienda smentiscono “non c’è stato alcun incidente. Nessun lavoratore ustionato”. In tarda mattinata l’uragano si sposta verso il versante orientale. Statali chiuse. Scoperchiata una scuola a Statte. Sette bambini feriti. A Taranto la città resta paralizzata. Alla devastazione si aggiungono allagamenti ed alberi abbattuti in una mattinata da film dell’orrore.

Fabio Mancini

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