25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

Contratti in scadenza. A dicembre quaranta infermieri vanno a casa


TARANTO – Saranno rinnovati solo la metà dei contratti in scadenza a fine mese. Quaranta infermieri dal prossimo 1 dicembre resteranno a casa. La conferma c’è stata ieri, quando presso la sede dell’Asl, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno incontrato il direttore generale Fabrizio Scattaglia ed il direttore sanitario Maria Leone alla luce dello stato di agitazione proclamato il giorno prima alla notizia ufficiosa dei rinnovi parziali dei contratti di lavoro in scadenza a fine mese. La questione ha già alimentato le polemiche ed era finita persino all’attenzione del prefetto Claudio Sammartino che a metà novembre aveva convocato le parti sociali e le associazioni di volontariato che operano nell’ambito sanitario per un confronto diretto con l’assessore regionale Ettore Attolini ed il prof. Scattaglia.

In quella sede furono sciorinate tutte le preoccupazioni per la stabilità del servizio sanitario tarantino. Senza medici ed infermieri, in pratica, reparti e pronto soccorsi rischiano di scoppiare “ne va della sicurezza anche dei lavoratori” puntualizza Franco Brunetti della Uil Funzione Pubblica che ieri, dall’incontro con Scattaglia, esce polemico. “Mi sembra d’essere tornato indietro esattamente di un anno quando a novembre del 2011 stavamo a discutere degli stessi problemi. Avevamo posto la questione diverso tempo fa, ma non si è dato ascolto alle nostre istanze. E’ inconcepibile pensare di risolvere la questione quando ormai è troppo tardi”. Alla base delle ragioni c’è la carenza di risorse. L’Asl, cioè, ha già sforato del 50% la spesa corrente e non ha ulteriori fondi per garantire la continuità per tutti dei contratti a tempo determinato fino a fine anno. Senza rinnovo, quindi, restano accorpati i reparti di Medicina ed Endocrinologia del SS. Annunziata e l’Oculistica con l’Otorino al Moscati di Paolo VI. Dei 92 infermieri precari ne potranno continuare a lavorare una cinquantina. Questo fino a fine anno. Da gennaio poi è tutto da vedere. Con l’inizio del nuovo anno si spera nel nuovo bilancio dell’Asl e quindi in altri fondi regionali, ma anche da Bari le notizie che si rincorrono non sono positive. Oggi l’assessore Attolini commenta così le valutazioni del primo ministro Monti sul rischio di insostenibilità del sistema sanitario nazionale, se non attraverso fonti di finanziamento alludendo ad una privatizzazione di fatto del sistema sanitario. “Valutazioni – dichiara Attolini – che, anche se parzialmente smentite, confermano tutte le preoccupazioni espresse in varie occasioni da me, dal governo regionale, dal presidente Vendola e da tutti gli assessori in Commissione Salute”. “Da circa un anno – aggiunge – denunciamo le condizioni difficili in cui versano i sistemi sanitari regionali italiani, a causa dei pesanti tagli e definanziamenti inferti dal governo, che ormai ammontano a circa 35 miliardi di euro. Abbiamo più volte denunciato che i tagli indiscriminati provocano carenze nel sistema, che rischiano di mettere in discussione l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza”. Lo stesso assessore, in un recente incontro a Bari con i sindacati, aveva confermato queste difficoltà e chiesto ai tarantini nuovi sacrifici proprio in tema di tagli al personale. Stamattina nuovo confronto in Asl per entrare nel dettaglio dei numeri da tagliare. Intanto resta lo stato di agitazione del personale che, ormai da tempo, ha dovuto rinunciare al turn over.

Maria De Bartolomeo

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