16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Cronaca

Usura, sigilli a beni per 2 milioni


TARANTO – Usura, confiscati dieci appartamenti e un locale commerciale del valore di due milioni di euro. La Direzione investigativa antimafia di Lecce ha eseguito, tra il capoluogo jonico e la borgata di Talsano, un provvedimento di confisca dei beni nei confronti dei coniugi Leonardo Guerra, 64 anni e Antonia Casucci, 60. Già nel 2004 i poliziotti della Squadra Mobile tarantina avevano arrestato per usura la casalinga. Dalle intercettazioni telefoniche era emerso che nell’attività illecita, non certamente episodica, la donna era coadiuvata dal marito, disoccupato, più volte coinvolto in vicende giudiziarie scaturite da episodi di usura.

Inoltre, il rinvenimento nel corso di perquisizione domiciliare, di un’agenda nella quale erano riportati nominativi, cifre e date, chiaramente riferibili alla concessione di prestiti di denaro, nonché l’elevato tenore di vita condotto dai proprietari di ville ed appartamenti di lusso e di auto e moto di grossa cilindrata, permise alla Dia, di riuscire a individuare il giro di usura. Concedevano prestiti con tassi di interesse sul capitale iniziale sino al 200% praticando estorsioni e minacce nei confronti di quanti avevano difficoltà a restituire il denaro. In particolare utilizzavano metodologie simili a quelle degli istituti di credito ricorrendo al “finanziamento privato”, praticato con il sistema dello “sconto” di assegni bancari postdatati, e al cosiddetto “prestito a fermo” di una somma di denaro a titolo di quota capitale sulla quale veniva applicata una rata d’interesse mensile fisso da versare sino a quando non si fosse restituito il prestito originario. Al termine delle indagini la Procura di Taranto ha chiesto al Tribunale l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza ed il sequestro anticipato d’urgenza degli immobili di proprietà degli indagati. La prima sezione penale del Tribunale di Taranto, accogliendo la richiesta, nell’aprile del 2005 dispose il sequestro del patrimonio mobiliare ed immobiliare, provvedimento eseguito dalla Dia. Nel marzo del 2006 la Procura, al termine di ulteriori accertamenti bancari effettuati dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce , avanzò allo stesso Tribunale un’altra richiesta di sequestro di un locale commerciale, conti correnti, titoli e depositi bancari.

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