02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00


TARANTO – Annullato il viaggio dei lavoratori Ilva a Roma per lo sciopero, la protesta si sta comunque facendo in fabbrica. All’Ilva di Taranto stamattina c’è stato lo sciopero di Usb e metalmeccanici, in uno scenario che sembra post industriale, provocato dal tornado che ieri si è abbattuto sulla città, e mentre si sta facendo la conta dei danni, che al momento sembrano ammontare a dieci milioni di euro. Anche questa mattina molti dipendenti sono assenti perchè messi “in libertà, altri stanno scioperando, altri ancora sono tornati al lavoro, recupe-rando l’attività che non si è potuta svolgere ieri. Secondo l’Usb dopo il nubifragio gli impianti di Taranto non sono in sicurezza e che pertanto i lavoratori non dovrebbero comunque entrare nello stabilimento.

“Si è ripreso a lavorare dove è possibile – spiega invece Piero Berrettini, sindacalista della Fim. Stiamo facendo un resoconto di tutte le persone che resteranno senza lavoro a causa degli impianti che non si poso utilizzare. Nelle prossime ore avremo un quadro sempre più definito. Comunque non ci sono pericoli per l’incolumità dei dipendenti, perchè già ieri molte strutture sono state messe in sicurezza. Subito dopo il passaggio del tornando, in Ilva c’erano le squadre di addetti alla sicurezza”. Fim, Fiom e Uilm, dopo il tornado, hanno deciso per la giornata di oggi di confermare lo sciopero di 8 ore di tutto il gruppo e di annullare la manifestazione prevista per oggi a Roma, mantenendo un presidio sotto la Presidenza del Consiglio in concomitanza con l’incontro sul decreto “salva Ilva”. Anche il sindacato Unione Sindacale di Base Lavoro Privato Puglia ha proclamato lo sciopero di tutti i dipendenti dello stabilimento di Taranto non interessati dal provvedimento aziendale di “messa in libertà” fino alle 7 di domani. “Lo sciopero è indetto contro l’Ilva – spiega Usb – che non sta rispettando le decisioni della magistratura e non intende finanziare il risanamento della fabbrica e del territorio; contro le decisioni dell’azienda che intende in questo modo intimidire i lavoratori; per un intervento immediato del Governo, che deve convocare tutti i sindacati compresa l’Usb; per la nazionalizzazione dell’azienda che permetterà il risanamento di fabbrica e territorio”. In serata dovrebbe riavviarsi anche l’Afo5, pur se sotto sequestro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche