19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57


TARANTO – Il corpo di Francesco Zaccaria è stato recuperato. Il cadavere del ventinovenne tarantino è stato trovato stamattina intorno alle 9, all’interno della cabina della gru che era finita in mare a causa del tornado che mercoledì si è abbattuto su Taranto, e in particolare sul porto, dove Francesco lavorava per l’Ilva. Il cadavere era all’interno della cabina individuata già ieri sera a 24 metri di profondità, ricoperta da un grosso strato di fango. Le ricerche, da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Bari, erano iniziate subito dopo il disastro. Non sono state facili, innanzittutto per le condizioni del mare e per le forti correnti. Anche questa mattina infatti non è stato facile “svuotare” quella gabbia mortale dai detriti di fango, a causa della visibilità molto ridotta.

“Siamo riusciti a individuarlo – ha spiegato uno degli ufficiali della Guardia Costiera impegnati nelle ricerche – perché sono migliorate le condizioni del tempo e soprattutto la visibilità. E’ stato così possibile ai sub avvicinarsi e tirare fuori dalla cabina lo sfortunato operaio”. Francesco era scomparso nelle acque di mar Grande, all’altezza del quarto sporgente del porto industriale, nell’area demaniale concessa all’Ilva. La gru dove stava lavorando era stata spazzata via ed era finita in mare. Un collega di Francesco aveva anche detto di averlo visto all’esterno della gru quando è sopraggiunto il tornado. I suoi genitori avevano lanciato un appello e diffuso la sua foto, chiedendo di potenziare le ricerche anche a terra. Il passare del tempo non faceva presagire nulla di buono, poi stamattina il ritrovamento, tra il dolore e la rabbia del colleghi e la disperazioni dei familiari, dopo l’indescrivibile attesa. La scorsa settimana era andato a convivere con la sua compagna. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e le motovedetette della capitaneria di Porto di Taranto. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo per verificare l’efficienza delle misure di sicurezza del porto e per accertare eventuali responsabilità sulla sua morte. Al momento non ci sono ipotesi di reato. Il fascicolo di inchiesta è affidato al pm Antonella De Luca. Già al momento dell’incidente era esplosa la polemica sulla sicurezza e sul fatto che quell’operaio non si sarebbe dovuto trovare lì, sia perchè già dall’alba di mercoledì il vento soffiava forte, per le ultime vicende sul “caso Ilva” e anche perchè l’area del porto dove è avvenuto il tragico incidente era sotto sequestro.

Serena Scarinci

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