TARANTO – Un interrogatorio fiume per Michele Conserva. L’ex assessore provinciale all’Ambiente stamattina non si è avvalso della facoltà di non rispondere ed ha deciso di controbattere alle accuse, rispondendo al gip che lo ha interrogato. L’inchiesta è quella ribattezzata Ambiente Venduto. Quello di oggi è stato il primo faccia a faccia con il giudice dopo il suo arresto, scattato lunedì scorso. Dimessosi circa due mesi fa dall’incarico, Conserva è stato posto agli arresti domiciliari. Sempre ai domiciliari, per disposizione del giudice delle indagini preliminari, dottoressa Vilma Gilli, risulta anche l’ingegnere Carmelo Dellisanti, rappresentante di una società di progettazione.

La contestazione nel provvedimento cautelare firmato dalla dottoressa Gilli è quella di concussione. Anche per Dellisanti nella giornata di oggi è previsto l’interrogatorio davanti al gip. I due arrestati sono comparsi davanti al magistrato con i loro legali, l’avvocato Michele Rossetti, per l’ex assessore, e l’avvocato Luca Perrini. Interrogatorio previsto anche per Giampiero Santoro, l’ex funzionario della Provincia di Taranto, finito anch’egli sotto inchiesta. Nel momento di andare in stampa gli interrogatori sono ancora in corso. Un interrogatorio fiume quello di Conserva, a quanto si è appreso: l’ex assessore provinciale all’Ambiente è stato in Tribunale per più di due ore. Secondo l’accusa Conserva – avvalendosi dell’operato di un suo stretto collaboratore – “ha posto in essere più delitti di concussione per aver di fatto monopolizzato l’attenzione di diversi titolari di imprese interessate ad ottenere autorizzazioni di pertinenza del proprio assessorato”. In questo modo, secondo il gip, l’uomo politico del Pd avrebbe messo l’imprenditore Dellisanti, rappresentante della Promed Engineering, in condizione di ricevere dalle azienda compensi eccessivi per il lavoro svolto.

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