Cronaca

Resta grave il sub della Marina Militare. Si indaga sulle cause


TARANTO – Si cerca di capire cosa sia potuto andare storto nella esercitazione che ieri pomeriggio è stata eseguita in Mar Piccolo dagli operatori subacquei della Marina Militare. Il giovane Alessandro Bergaglio, di 36 anni, di base a La Spezia è finito in ospedale con gravi conseguenze a livello polmonare. In queste ore è sotto osservazione dei medici che lo hanno prontamente ricoverato presso il reparto di rianimazione del SS. Annunziata. Doveva essere una esercitazione come tante, invece, due persone sono finite in ospedale. Sempre al SS. Annunziata è ricoverato un altro giovane di 33 anni originario di Lecce che come Bergaglio era impegnato in una addestramento di fuoriuscita dal sommergibile “Gazzana”.

Entrambi hanno perso conoscenza durante l’operazione e sono stati soccorsi. Le condizioni di Bergaglio sono da subito apparse più gravi e quindi è stato immediatamente trasferito al SS. Annunziata. Sarebbe andato in ipossia, a causa della carenza di ossigeno al cervello. L’altro giovane, invece, si è subito ripreso ed è stato prima ricoverato presso l’ospedale militare, poi in tarda serata è stata trasferito al SS. Annunziata. Ora si trova nel reparto di Neurologia per ulteriori accertamenti, ma le sue condizioni non appaiono gravi. I due ragazzi sarebbero rimasti bloccati nella “garritta” del sommergibile al momento dell’apertura per entrare in acqua. Una operazione che i due militari appartenenti al comando subacquei incursori in forza alla Marina avevano già eseguito altre volte. Un guasto, una manovra sbagliata, o altro? Ci si interroga sulle cause che ora fanno state col fiato sospeso i familiari, i colleghi e gli amici del giovane Bergaglio. Intanto la Marina Militare ha aperto subito le indagini per cercare di capire la dinamica e le cause dell’incidente. Al momento non esiste alcuna ipotesi accertata.

Maria De Bartolomeo

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