13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca

MISSERI CAMBIA ANCORA: “SARAH L’HO AMMAZZATA IO”


TARANTO – Accusa tutto e tutti, soprattutto se stesso. L’unica innocente è Sabrina. Come un attore consumato, Michele Misseri da Avetrana si prende la scena, nel processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. Zio Miche’ fa quello che gli riesce meglio, da quando quella povera ragazzina di quindici anni è stata uccisa e della sua morte s’è fatto un grande teatro: parla e piange, piange e parla. Lo ha fatto anche oggi, in corte d’assise, dove è imputato per il reato di soppressione di cadavere. “Non è stata Sabrina ad uccidere Sarah” ha detto, rispondendo (tra le lacrime, manco a dirlo) all’avv. Franco Coppi, difensore proprio di Sabrina, che nello stesso processo è accusata di omicidio in concorso con Cosima Serrano, sua madre, moglie di Michele, zia di Sarah, in questo ginepraio familiare-criminale.

“Quindi a provocare la morte di Sarah è stato lei, lo sta dicendo davanti alla Corte d’Assise”, ha insistito, da legale espertissimo che fiuta la preda, l’avv. Coppi. “Sì, sono stato io”, ha risposto il contadino. “Mi dispiace perchè Sabrina si è sacrificata per me” ha detto ancora, a ruota libera, Michele Misseri, che – va ricordato – di Sabrina era stato il grande accusatore, in una delle sue ormai innumerevoli versioni del delitto di Avetrana. Il contadino ha dichiarato, nel corso dell’udienza di stamattina, che in occasione del sopralluogo nel garage con gli inquirenti era stato “drogato”, riferendosi a degli psicofarmaci che gli sarebbero stati somministrati mentre era in carcere. L’avv. Franco Coppi ha fatto presente al testimone che “nel caso, diremo alla Corte d’assise di recarsi sul posto e lei farà vedere come sono andate le cose”. Michele Misseri ha ricostruito quanto avvenuto il 26 agosto del 2010 a partire dalla prima mattinata, quando si recò a un Consorzio per acquistare due lattine di olio e in seguito andò in campagna con il fratello Carmine. Al ritorno passò dalla banca per depositare un assegno. “Quel particolare l’ho ricordato in un secondo momento. Il bancario – ha sottolineato – mi disse che ci voleva la firma di mia moglie. Risposi che sarei tornato ma lui mi consentì di firmare al suo posto perchè ci conoscevamo da tanto tempo”. Misseri ha poi precisato che quel giorno aveva un forte mal di testa e che al suo ritorno a casa stava facendo un incidente stradale. “L’auto ha sbandato e stavo finendo fuori strada. Non so nemmeno io come sono riuscito a rimettermi in carreggiata. Peccato – ha detto piangendo – perchè sarebbe stato meglio, la bambina si sarebbe salvata”. Solo l’avv. Armando Amendolito è riuscito ad interrompere Misseri, per annunciare la sua rinuncia al mandato. La corte ha nominato come difensore d’ufficio l’avv. Luca Latanza, individuato tramite il call center del sistema informatizzato, a seguito dell’indisponibilità dell’avv. Giovanni Rana, al momento fuori città. “La dottoressa Bruzzone mi disse: tu esci subito e tua figlia tra due anni. Per questo ho incolpato Sabrina” ha poi aggiunto Misseri. All’epoca dei fatti, la criminologa notissima al grande pubblico per le comparsate televisive, era consulente di parte. “Non posso andare avanti così – ha aggiunto Misseri – altrimenti devo pensare al suicidio. Mi dissero: arresteranno tuo fratello e tua moglie. Io lo so che mi inguaieranno perchè loro sono creduti e io sono uno stupido contadino. Dissero che mi potevano aiutare”. Piangendo, ha aggiunto: “Tutti si sono approfittati della mia debolezza. Sanno che mi portano dove vogliono”.

Giovanni Di Meo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche